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Climatologia

Il "BLOB caldo" è la causa del clima BIZZARRO negli Stati Uniti!

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Si tratta di un'anomalia superficiale nel Pacifico.

anomalo riscaldamento pacifico - CopiaUna "macchia" (definiamola così) insolitamente calda nelle acque superficiali dell'Oceano Pacifico, denominata "blob", si ritiene sia la responsabile del clima bizzarro che negli ultimi anni sta interessando gran parte degli Stati Uniti. Un'anomalia questa emersa nei primissimi mesi del 2014, ma che si è andata ulteriormente approfodendo con il passare delle settimane.

Tuttavia l'unico elemento che tutt'ora, a distanza di due-tre anni, regna sovrano è la stranezza; la costa occidentale è risultata più calda ed arida, la East Coast si è invece presentata sensibilmente più fredda e nevosa. Si ritiene che questa importante anomalia nelle acque superficiali del Pacifico possa, in un certo qual modo, aver contribuito in maniera evidente ai rigidi e nevosi inverni a partire dal 2013, in gran parte degli USA centro-orientali.

Secondo due Università di Washington, infatti, il perdurare di condizioni meteo-climatiche estreme in tutti gli Stati Uniti, sono collegate a questa perdurante anomalia calda che supera la media di circa 2-4°C. "Nell'autunno del 2013 e all'inizio del 2014 abbiamo iniziato ad osservare una grande massa quasi circolare di acqua che non si raffreddava come invece faceva normalmente e durante la primavera registrammo un'anomalia calda mai osservata per quel periodo dell'anno", riferisce Nick Bond, scienziato del clima presso l'Istituto congiunto per lo studio dell'atmosfera e dell'oceano.anomalo riscaldamento pacifico

Questa enorme "chiazza" di acqua calda (circa 1000 miglia di ampiezza e 300 metri di profondità) ha contribuito molto probabilmente al mite Inverno 2014 registrato a Washington e potrebbe inoltre sentenziare una nuova stagione estiva particolarmente calda. A distanza di 10 mesi questa anomalia è ancora presente e vigorosa a largo delle coste americane occidentali, con un'estensione di circa 1000 miglia a largo del Messico e fino all'Alaska, con temperature superficiali di circa +2°C superiori al normale. Gran parte dei modelli, inoltre, confermano che questa anomalia dovrebbe perdurare almeno sino alla conclusione del 2015!

Il nuovo studio, in particolare, esplora le origini del "blob"; è stato infatti rilevato che molto probabilmente è venuta a crearsi a causa della presenza di una cresta anticiclonica persistente che ha causato un mare molto calmo nel corso degli ultimi due inverni, quindi per tale ragione meno calore è stato disperso e più aria fredda è stata mantenuta. Le temperature più calde che vediamo oggi non sono dovute quindi ad un riscaldamento, ma alla conclusione della stagione invernale.

Altri autori della ricerca, invece, concentrano la loro attenzione sugli effetti che il blob ha sulla vita marina della West Coast. Hanno infatti avvistato pesci in luoghi insoliti e hanno sostenuto che le recenti notizie che gli ecosistemi della costa occidentale stiano soffrendo e la rete alimentare è in fase di interruzione per via delle elevate temperature, sono corrette o, quanto meno, hanno un chiaro fondamento di verità. Ovviamente l'influenza del blob si estende anche nell'entroterra, con l'aria che transita al di sopra dell'acqua più calda che determina condizioni di winter USApersistente siccità soprattutto nell'area della California e dell'Oregon soprattutto.

Il blob, tuttavia, è solo un elemento di un modello assai più ampio in tutto il Pacifico, la cui influenza raggiunge punte decisamente più elevate. Uno studio, in particolare, esamina il rapporto tra l'Oceano Pacifico e il freddo inverno 2013-2014 nelle aree centro-orientali degli Stati Uniti. Nonostante tutti i discorsi relativi al Vortice Polare, Hartmann sostiene che bisogna guardare più a sud per comprendere e capire perchè tanta aria fredda sia scivolata così frequentemente verso le aree di Chicago e Boston, comunque nella zona tra il Midwest, il New England e il resto degli USA centro-orientali.

Lo studio di Hatmann mostra un modello su scala decennale incentrato nell'area tropicale dell'Oceano Pacifico, legato appunto ai cambiamenti in atto sul Pacifico settentrionale. Questo modello è stato denominato "modalità del Nord del Pacifico" e mostra in maniera chiara come le onde atmosferiche si snodano per spingere aria calda e secca verso le West Coast e aria più fredda ed assai più umida per quanto concerne i settori centrali ed orientali del Paese.

"Ultimamente questa modalità sembra essere emersa in subordinazione con l'insorgenza di El Nino, che ne guida la variabilità a lungo termine, in particolar modo per quanto riguarda il Nord America", riferisce Hartmann. In un post sul suo blog del mese scorso, Hartmann focalizza la propria attenzione sull'Inverno 2014-2015 sostendendo che, ancora una volta, la causa principale è collegata all'anomalia di temperatura superficiale dell'Oceano Pacifico tropicale.

Quel modello, che causa il blob, sembra esser diventato via via sempre più forte a partire dal 1980 e ultimamente è stato esaltato anche dalla PDO (Pacific Decadal Oscillation), divenuta oramai il secondo indice dopo El Nino per l'influsso che ha sui modelli climatici globali. "E' una domanda interessante se questa variabilità che sta accadendo è un fatto naturale o se sta accadendo qualcosa nel comportamento della variabilità locale nell'Oceano Pacifico", ha ribadito Hartmann. "Non credo che noi conosciamo la risposta, ma se questa anomalia persisterà anche per il terzo anno consecutivo, allora significa che ci troviamo difronte ad un fatto veramente insolito".

Rinaldo Cilli

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