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Didattica circolazione atmosferica

Meteo DIDATTICA: Le CAUSE dinamiche della CIRCOLAZIONE atmosferica. Parte prima

GETTO1Su questo editoriale continueremo a trattare la didattica di base per cercare pian piano di capire gli eventi meteorologici e il loro comportamento. Questa sera l'argomento di cui parleremo saranno le correnti a getto.

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Didattica sulla MJO, parte 1. Informazioni generali

mappa google MJOSuddividerò in 3 editoriali didattici un importante indice quale la MJO, a mio avviso preso poco in considerazione nelle analisi medio e lungo termine. Tratterò la MJO prima in maniera generale, nel secondo editoriale parleremo nello specifico delle zone che riguardano le 8 fasi e infine nel terzo editoriale scenderò nel dettaglio su come l'indice possa influenzare il clima in Europa favorendo più o meno determinate figure bariche. Fino a circa 25 anni fa si pensava che le oscillazioni climatiche di periodo inferiore all’anno nelle zone tropicali fossero essenzialmente casuali. Questo perché non sono presenti in questa zona fenomeni dominanti per lo sviluppo di sistemi meteorologici quali ad esempio le onde di Rossby o l’instabilità baroclina; l’assenza di questi fenomeni impediva anche previsioni meteo accurate.

Nel 1971 però, Roland Madden e Paul Julian, studiando le anomalie dei venti tropicali (trade winds soprattutto) scoprirono che queste seguivano un oscillazione con periodo di 40-50 giorni. L’analisi di dati di pressione relativi ai 50 anni precedenti per Canton (Cina) e dei venti in quota per Singapore, rivelarono che queste anomalie erano ben evidenti e cicliche. Per qualche anno non si diede molto peso a questa scoperta, finché non le venne correlata la formazione del Niño, e quindi gli studi sulla MJO crebbero notevolmente.

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Flusso zonale e scambi meridiani: didattica e prospettive per Maggio

Scambio termico meridiano esempio semplificatoQuanto sia complicato il sistema di circolazione delle masse di aria sul nostro pianeta è evidente a tutti, ma è certamente singolare pensare che l'ostinata ricerca di persistenti scambi meridiani da parte della "natura" avvenga proprio per una causa di disturbo: la rotazione stessa del pianeta Terra intorno al suo asse, che impone periodicamente alle masse di aria in movimento, un andamento mediamente "zonale". Il nostro pianeta se non avesse la rotazione intorno al proprio asse, avrebbe uno scambio termico costante fra i poli e l'equatore mediante un flusso meridiano, con l'attivazione di una singola cella convettiva, risalita di aria relativamente calda in quota fino ai poli e discesa di aria fredda superficiale verso l'equatore.

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Vento geostrofico e bilancio termico

Meteoroth53La forza di Coriolis è data da un corpo in rotazione, sulla terra è massima ai poli e minima all'equatore.

Consideriamo un punto A posto all'estemità di un disco in rotazione e un punto B posto al centro di esso, il movimento rettilineo del punto B verso l'estremità del corpo circolare verrà percepito con una deviazione paragonabile alla velocitâ di rotazione del disco dal punto A sempre fermo all'estremità del corpo in movimento.

In realtà il punto B avrà un movimento rettilineo poichè non soggetto in questo caso a forze estranee in grado di deviarne la propria direzione, questo processo si manifesta pergiunta al punto A come forza apparente del punto B.

Sulla terra avviene la stessa cosa, considerando che la terra ruota sul proprio asse da Ovest verso Est, un individuo che si sposta dal polo verso l'equatore, subità una sorta di deviazione Occidentale rispetto al punto di partenza, mentre un individio che dall'equatore si sposta verso il polo, subità una deviazione Orientale, poichè la rotazione è massima ai poli e minima all'equatore, non in senso di velocità di rotazione (che è massima all'equatore e nulla ai poli, essendo un punto stabile) ma in senso di posizione apparente.

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Una possibile combinazione di indici a definire la sorti degli inverni Europei?

o3-bdcÈ inanzitutto importante sottolineare che ad una variazione climatica ne risente tutto il sistema climatico, la posizione latitudinare media delle fasce climatiche, le temperature degli oceani, la circolazione atmosferica e dunque gli indici climatici stessi. Tuttavia esiste una variazione ciclica della direzione dei venti stratosferici sopra l'equatore, relegati all'indice QBO, si propaga dall'alto verso il basso, ossia la direzione dei venti e dunque l'indice stesso inverte il proprio valore a cominciare dai 10 hPa circa. Recenti studi cercano di evidenziare l'effetto dall'attività solare combinata con lo stato dell'indice QBO sul VP statosferico, la fase negativa dell'indice QBO ossia la circolazione esterly che presenta un'inclinazione ascendente che riguarda la medio-bassa stratosfera equatoriale, crea un sollevamento ed un raffreddamento della sottostante tropopausa sempre sulle latitudini equatoriali che risulta essere molto più evidente in presenza di una scarsa attività solare, viceversa avviene in presenza dell'indice QBO positivo, dove la circolazione westerly presenta un'inclinazione discendente favorendo un abbassamento e un riscaldamento della tropopausa equatoriale, più evidente in presenza di un'elevata attività solare.

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Altre tipologie di “irruzione fredda”

Ponte di wejkoff alto 2( N.B. : Per una miglior comprensione della didattica esposta in questo brano è utile  leggere il precedente articolo correlato. Clicca qui per la lettura. )

Vediamo ora altri tipi di “irruzione fredda da anticiclone di blocco” e le ripercussioni sul territorio italiano a seconda dell’inclinazione dello stesso.

Rimanendo alle irruzioni  fredde di tipo “artico continentale”, parliamo di quelle determinate dal “Ponte di Wejkoff” spiegando prima di cosa si tratta.

Il Ponte di Wejkoff è un ponte anticiclonico che si forma tra l’Oceano Atlantico e la Scandinavia.

Esso è generato dalla congiunzione tra l’Anticiclone delle Azzorre e l’Anticiclone Russo Siberiano. Sul bordo sud-orientale di questa figura barica, scorrono masse d'aria molto fredde in direzione dell'Europa e del Mediterraneo, provenienti direttamente dalla Siberia.

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Irruzione fredda di tipo artico-continentale con traiettoria settentrionale

AVVEZIONE FREDDA DI TIPO ARTICO CONTINENTALERispolvero questo mio articolo di qualche anno fà, che seppur corredato da illustrazioni grafiche un po’ acerbe, può risultare utile per capire le dinamiche delle irruzioni di aria fredda a componente artico-continentale ( moti retrogradi ), a chi si affaccia per le prime volte all’argomento.

- Irruzione fredda di tipo “artico-continentale” con traiettoria settentrionale -

In generale questo tipo di irruzione fredda a componente di aria artico continentale, quando ha una traiettoria molto settentrionale, che scarica il flusso freddo principale in Atlantico, intaccando così la tenuta della parte mediana dell’anticiclone di blocco, non è la più congeniale al propagarsi del gelo e della neve su tutte le regioni italiane.

Vediamo il perchè gettando sempre un occhio alla mappa illustrativa.

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Quando la NAO in flessione gioca brutti scherzi e tira fuori dal cilindro "il CAMMELLO"

cammelloNon mi stancherò mai di dire che in meteorologia non c'è nulla di scontato.

A volte i parametri classici di valutazione del tempo , come le teleconnessioni, determinano ciò che normalmente predicono, a volte provocano l'esatto contrario dei fenomeni attesi.

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Masse d’aria e fronti

squall_lineLa distribuzione non uniforme della temperatura e la circolazione generale creano masse d’aria, cioè estese porzioni di troposfera che possono raggiungere i migliaia di chilometri in orizzontale e, verticalmente, arrivare alla tropopausa e che, per un periodo di tempo relativamente lungo, hanno temperatura, umidità e densità omogenee sul piano orizzontale ad ogni quota.

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