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Masse d'aria: classificazione e caratteristiche

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Classificazione delle masse d'aria e caratteristiche specifiche.

Lucio imaTornando indietro nel tempo e aprendo alcuni libri inerenti alla meteorologia, possiamo apprendere che il concetto di masse d'aria insieme a quello di fronte fu introdotto per la prima volta dalla scuola norvegese. In questo editoriale vedremo proprio le caratteristiche più importanti delle masse d'aria sotto il profilo termodinamico.

Per massa d'aria, si intende una porzione di Troposfera che possiede delle caratteristiche fisiche omogenee. La caratteristica che esse possiedono è quella di mantenere la loro stabilità verticale e quindi il contenuto di vapore che possiedono per un determinato periodo di tempo, anche dopo che si sono messe in movimento dalla zona di origine.

Dove si generano

I loro luoghi di origine sono le vaste zone anticicloniche tropicali e polari, i grandi deserti e i continenti, dove l'aria che ristagna per un determinato periodo di tempo, acquisisce le caratteristiche della superficie terrestre.

Classificazione

In particolare, le proprietà dell'aria dipendono dallo scambio di calore e umidità con la regione geografica sulla quale staziona e si mette in equilibrio. Così l'aria acquista caratteristiche che dipendono dalla latitudine, dalla stagione e da altri fattori. Ad occuparsi della classificazione delle masse d'aria furono Bergeron, Scinze e Pettersen, che trascurarono la struttura verticale dell'atmosfera ed usarono delle carte riguardanti la superficie terrestre.

Le masse d'aria sono state suddivise in tre classi principali per emisfero:

-Aria Tropicale (AT)

-Aria delle medie latitudini (AML)

-Aria Polare (AP)

Le regioni sorgenti di aria tropicale sono quelle degli Alisei. L'aria polare si origina nelle aree Artiche e subartiche dell'emisfero Nord e in quelle Antartiche e subantartiche dell'emisfero Sud. Non è invece ancora stata ben definita la zona di origine dell'aria delle medie latitudini, perchè l'estensione dell'area stessa subisce molteplici variazioni stagionali.

Originariamente furono individuati i seguenti tipi di massa d'aria principale:

- Aria Artica (A)

- Aria Polare o intermedia temperata (I)

- Aria Tropicale o subtropicale (T)

- Aria Equatoriale (E)

Lucio ima

 Per cercare di capire il suo luogo di origine, ad ogni tipo di aria può essere assegnata l'attribuzione di "continentale" o "marittima". Possono poi essere aggiunte le iniziali di "warm" e "Kalt" per indicare se la massa d'aria è calda o fredda. Ad esempio, cPk indica aria polare continentale fredda, mentre mTw indica aria marittima tropicale calda.

Termodinamicamente parlando le masse d'aria possono essere suddivise in masse d'aria calda o stabile e masse d'aria fredda o instabile.

Le prime si originano nelle zone tropicali e sono calde ed instabili nel loro luogo di origine, mentre spostandosi verso latitudini più elevate , si raffreddano a partire dal basso ed acquisiscono una determinata stabilità. Il contenuto di vapore è generalmente molto elevato se si origina su superfici marittime. Generalmente in queste masse d'aria mancano i moti convettivi, dunque la nuvolosità risulta molto spesso stratificata. In questo caso, se si formano le nebbie possono essere molto persistenti e limitare la visibilità anche per lunghi periodi di tempo.

Le seconde, si originano a latitudini più elevate ( aree polari ) ed al contrario di quelle precedenti hanno un bassissimo contenuto di vapore. Esse risultano fredde e stabili nel luogo di origine e con i loro movimenti verso latitudini meno elevate, vengono riscaldate dal basso ed acquisiscono i moti convettivi. Quando la massa d'aria presenta una notevole quantità di vapore al suo interno, si sviluppano nubi cumuliformi, con forte sviluppo verticale, cosi che le precipitazioni possono assumere caratteristiche di rovescio e sono accompagnate da forti scariche elettriche.

Emanuele Valeri

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