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L'angolo del direttore

Sognando la neve di marzo

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L’AER ipotozza lo Split del Vortice Polare.

sognando la neve di marzo 700pxMarzo da sempre è un mese indisciplinato, pazzo, sorprendente.

A volte mitissimo inizio di primavera, altre volte canaglia insolente, che spara colpi di coda gelidi e crude fasi di tardivo inverno.

Chiunque di noi ha avuto modo di sperimentarlo a prescindere dalla latitudine in cui viviamo e allo stesso modo conosce bene la dinamicità irruenta del terzo mese dell’anno.

Al riguardo ho raccontato personalmente in altre occasioni svariate cronache di archivio storico meteorologico, come Meteo eccezioni: Quando a Roma il 17 Marzo 1985 cominciò a nevicare con 11 gradi e La NEVE A ROMA del 5-6 MARZO 1971 e i 7 METRI di NEVE in MOLISE.

Non è impossibile quindi che anche in presenza di un pregresso inverno mite, marzo riservi sorprese di tipo completamente opposto, anche se a voler essere precisi, le fasi gelide di marzo hanno connotati completamente differenti da quelle realmente invernali.

Le giornate sono infatti già molto più lunghe rispetto a quelle brevissime di fine dicembre/inizio gennaio e la notte al contrario dura di meno. Ne consegue che le ore di luce e quindi di radiazione solare sono notevolmente di più, cosa che come effetto conferisce minor tempo al raffreddamento notturno e maggior tempo al riscaldamento diurno.

Si hanno perciò temperature minime già meno basse e quelle massime che cominciano a farsi più alte con una certa regolarità.

In definitiva, il primo mese di primavera in meteorologia, per l’appunto marzo, è un mese che conferisce a eventuali nevicate una tenuta generale e una durata al suolo molto più difficili, come anche risultano più difficili da verificarsi le condizioni ideali, specialmente termiche, idonee agli eventi nevosi al piano o a latitudini troppo meridionali.

Quest’anno, come spesso accaduto anche in quelli scorsi, c’è ancora molta incertezza sulle prospettive meteorologiche del mese entrante. Ciò è dovuto soprattutto al recentissimo evento di forte riscaldamento in Stratosfera (Stratwarming) e alle proiezioni modellistiche che ne prospettano di nuovi nelle prossime settimane.

Tale evento, come è noto in letteratura scientifica, conferisce a partire da una/due settimane dal picco dell’evento stratosferico, una minor tenuta del Vortice Polare troposferico, che lo può portare a interessare con conseguenze meteorologiche fortemente invernali le medie e le medio-basse latitudini emisferiche, per un periodo che può arrivare anche a protrarsi nel tempo per parecchie settimane.

Specialisti del settore ci parlano addirittura di un prossimo split ( scissione, spaccatura, divisione) del Vortice Polare Troposferico.

Ce ne giunge notizia da enti scientifici delegati quali l’AER (Atmospheric and Environmental Research) diretto dal Prof. Judah Cohen, che lo ha già prospettato la scorsa settimana e confermato nell’ Arctic Oscillation Analysis and Forecasts emesso ieri, 15 febbraio 2016.

Questo il testo del passaggio estratto dall’analisi:

- A PV split is becoming more likely. One piece of the PV will pivot into East Asia ensuring ongoing cold temperatures. A second piece will pivot towards Europe. If the PV piece stays north of Europe, then temperatures will likely to stay mild. However, if the PV sinks further south this would favor a turn to colder temperatures for Europe.

Che tradotto ci dice:

- Uno split (divisione) del Vortice Polare sta diventando sempre più probabile. Un pezzo del Vortice ruoterà in Asia orientale assicurando la prosecuzione delle temperature fredde già in corso. Un secondo pezzo ruoterà verso l'Europa. Se questo secondo lobo rimarrà a nord dell'Europa le temperature hanno la probabilità di rimanere miti. Tuttavia, se il Vortice Polare affondasse più a sud questo favorirebbe una svolta verso temperature più basse sull’Europa.

Già l'altro ieri nel run 18z il modello americano GFS ha mostrato nel lungo termine la possibilità di una split del Vortice Polare, come è possibile vedere nella diapositiva sottostante.

split gfsnh 0 372

Ma fare riferimento a proiezioni a così lunga distanza sappiamo bene essere un azzardo, per cui attendiamo conferme successive a tale evento che darebbe al mese di marzo un sapore del tutto inaspettato.

sognando la neve di marzo 700px

Buon proseguimento di stagione a tutti.

Luciano Serangeli

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