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Anomalia del Dipolo Artico e del Vortice Islandese.. E che autunno sia!

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E che autunno siaPartiamo da un concetto ormai alla portata di tutti, ma che sembra voglia essere ignorato appositamente da chi per professione o per diletto si impegna nella difficile e quanto mai incerta e ondivaga valutazione dello stato degli indici teleconnettivi, per prevedere o per "tentare di farlo" le future evoluzioni atmosferiche sulla propria zona di appartenenza geografica, che in questo caso è ovviamente rappresentata dal continente europeo.

Se per chi un po' si intende di questa materia, PNA+ e NAO+ danno la quasi certezza di un flusso zonale molto settentrionale, che taglia fuori dai giochi dell'instabilità atmosferica le basse latitudini europee, bisognerà prendere atto che se gli assiomi ( una delle assunzioni che sono alla base di una teoria e dalle quali si deduce ogni altra affermazione o postulato ) di base sono cambiati nel tempo, tale equazione non ha più valore. Ovvero:

Se una mela - una mela, fa zero mele, lo stesso risultato non può essere ottenuto sottraendo alla prima mela una pera.

In questo caso specifico se per assioma diamo per scontato che NAO+ genera l'attivazione del Vortice Islandese quale ondulazione ciclonica protagonista del getto polare in un uscita dal Vortice Polare Stratosferico e quindi una progressione alle alte latitudini settentrionali dei fronti perturbati, con l'intera Europa occidentale e meridionale tagliate fuori da condizioni di maltempo, abbiamo scambiato una pera per una mela.

Abbiamo scambiato una pera per una mela se sull'Atlantico settentrionale al Vortice islandese sostituiamo il sempre più presente e attivo Vortice Scandinavo, ovvero la formazione sempre più frequente del Vortice Islandese non più a ovest dell'Islanda e ad est della Groenlandia, bensì la formazione dello stesso a est dell'Islanda e a ovest della Scandinavia.

nuova anom vort isl 20 sett 2012Si può trovare evidente traccia di ciò anche su Wikipedia, come frutto tra gli altri di un lungo studio da parte degli scienziati dell' Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research, in correlazione al sempre maggiore sciogliemento dei ghiacci artici, che ha determinato una zona semipermanente di acque marine di superficie con anomalia termica negativa in Atlantico Settentrionale e nella fattispecie tra la Penisola Scandinava e il Polo Nord, come da illustrazione esemplificativa che vedete sulla destra e che vi invito a cliccare per una migliore visione.

L'immagine è del 19 settembre scorso e da l'idea dell'immenso deposito di acque fredde presenti alle alte latitudini atlantiche, derivanti dalla fusione dei ghiacci dell'Artico.

Ecco un breve brano tradotto di quanto riportato su Wikipedia alla voce North Atlantic Oscillation:

>>Durante l'inverno del 2010-11 la bassa islandese, tipicamente posizionata ad ovest dell'Islanda e ad est della Groenlandia, è apparsa regolarmente a est dell'Islanda e ha immesso aria particolarmente fredda in Europa, proveniente dall'Artico. Una forte  zona di alta pressione si è inizialmente posizionata sulla Groenlandia, invertendo il normale andamento del vento nell'Atlantico nord-occidentale, creando un modello di blocco che ha guidato l'aria calda nel nordest del Canada e l'aria fredda verso l'Europa occidentale, come è avvenuto anche durante l'inverno precedente.<<

Più avanti nel succitato brano, si può riscontrare nelle conclusioni degli stessi scienziati, l'attivazione di una forte zona di alta pressione sulla Groenlandia ( PNA+) e l'inevitabile conseguente insorgenza di un'anomalia del Dipolo Artico ( inversione di posizionamento delle principali figure di alta e bassa pressione alle latitudini polari ), la quale fa si che il vigoroso flusso dei venti zonali che accompagnano normalmente il getto polare in uscita dal Nord America in presenza di una zona di bassa pressione ( Vortice islandese NAO+ ), venga quindi disattivato e che non costituisca più un'ostacolo alla propagazione delle fredde correnti polari verso le medie latitudini europee, generate dall'anomalo vortice di bassa pressione presente sull'Atlantico Settentrionale tra Islanda e Scandinavia ( Vortice Scandinavo ).

Bisognerà quindi tenere conto di questo tipo di anomalia, divenuta ormai quasi norma, nel prosieguo del semestre freddo 2012-2013, tanto più che la fase positiva dell'indice ENSO, come da didattica, costituisce fattore favorevole all'insorgenza di frequenti valori positivi del PNA e dunque a zone di alta pressione in area alto atlantica, che fungono da vero e proprio richiamo alla fusione col più meridionale Anticiclone delle Azzore, a formare il classico anticiclone di blocco, foriero di volta in volta di incursioni fredde talora artico marittime, se provenienti da nordovest, talora artico continentali se di provenienza nordorientale.

Ritornando meteorologicamente ai giorni nostri e seppur con la dovuta cautela che va riservata alle tendenze a lungo termine, possiamo intravvedere un probabile e ancora acerbo sviluppo di tali dinamiche, nelle mappe previsionali fisico matematiche che ci illustrano i possibili eventi atmosferici delle settimane a venire, dove appare evidente l'insorgere di alte pressioni sul nord Atlantico in sede groenlandese-islandese ( PNA+) e la corrisponde zona depressionaria in prossimità della Penisola Scandinava, puntare verso le medie latitudini europee.

anom vort isl e dipolo artico

Per quanto riguarda i previsori che giornalmente analizzano le teleconnessioni, li invito a considerare se sia o meno importante interessarsi agli sviluppi di queste nuove teorie, nei confronti della risultanza meteorologica finale, determinata dai valori delle teleconnessioni stesse sulle condizioni atmosferiche del comparto europeo.

Per quanto riguarda invece il sottoscritto.. E che autunno sia!

Luciano Serangeli mpi end

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