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PERICOLOSA configurazione di blocco sul Mediterraneo, attese piogge molto abbondanti da Nord a Sud

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Una profonda saccatura atlantica punterà il Mediterraneo.

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Ormai ci siamo, l’ora “X” sta per scattare fra circa 48 ore. Un nuovo quanto sensibile rallentamento del flusso perturbato principale che scorre sull’area euro-atlantica, indotto da un significativo rialzo dei valori di geopotenziale sull’Atlantico settentrionale, favorirà lo sviluppo di una vasta saccatura, colma di aria fredda polare marittima, che dalle Isole Britanniche si fionderà fino alla Spagna orientale e al Marocco settentrionale, nel corso del pomeriggio di martedì 4 Novembre.

La parte più meridionale dell’asse di saccatura riuscirà a penetrare fino al Marocco settentrionale e all’Algeria nord-occidentale, facendo affluire aria più fredda, di origine nord oceanica, verso la Spagna, il Marocco settentrionale e il nord-ovest dell’Algeria, in discesa lungo il margine discendente di tale ondulazione ciclonica.

Questo sbuffo di masse d’aria più fresche, d’estrazione nord oceanica, fino all’Africa nord-occidentale, dopo aver innescato una circolazione a gomito nell’area sottovento alla catena montuosa dell’Atlante, determinerà più ad est, lungo il ramo ascendente della saccatura, il conseguente richiamo di aria molto più calda e originariamente secca dall’entroterra desertico algerino orientale e dalla Libia occidentale (regione del Fezzan), d’estrazione sub-tropicale continentale.

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Questo flusso caldo, venendo convogliato lungo il ramo ascendente dell’asse di saccatura, dall’entroterra africano si spingerà verso il bacino centrale del Mediterraneo, risalendo la penisola italiana sotto forma di tesi venti di ostro e scirocco che andranno ad umidificarsi sopra le ancora calde acque superficiali del mar Tirreno, mar Ionio e Adriatico (trasportando aria calda sub-tropicale potranno assorbire un maggior quantitativo di vapore acqueo di una massa d’aria più temperata), arrivando così sulle regioni del centro-nord come tiepidi e umidi venti meridionali che addenseranno una consistente nuvolosità, pronta a dare la stura a precipitazioni diffuse su quasi tutto il settentrione, in particolare su regioni come la Liguria e i settori prealpini occidentali, fra Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia occidentale, proprio lì dove lo “stau” (sbarramento orografico) esercitato dalle catene montuose nei confronti delle umide correnti meridionali acuirà la persistenza delle precipitazioni.

Una configurazione sinottica tipica del periodo, che è all’origine delle intense piogge che colpiranno molte regioni del nord Italia e parte delle centrali tirreniche. In più, va anche sottolineato, come l’asse di saccatura, disteso dall’Atlantico settentrionale fino al nord dell’Algeria, tenderà a muoversi molto lentamente verso levante, poiché bloccato ad est dallo sviluppo di un anticiclone sub-tropicale dinamico, alimentato dal richiamo caldo pre-frontale attivo sul bordo orientale della saccatura, che dal bacino orientale del Mediterraneo si allungherà fino al mar Nero, all’Ucraina e alla Russia europea meridionale.

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Questa struttura anticiclonica, enfatizzata da un’azione di “forcing” troposferico indotta dalla stessa saccatura che scivola fin sull’Africa settentrionale (in pratica il flusso caldo sub-tropicale continentale, richiamando un flusso di calde e secche correnti meridionali verso il ramo ascendente della stessa. Tale rallentamento renderà le precipitazioni particolarmente insistenti sulle regioni del centro-nord, data la persistenza degli umidi venti di ostro e scirocco sui mari che circondano l’Italia.

Ciò potrebbe dare origine ad una fase piovosa importante, specie per molte aree pedemontane della Liguria di ponente, dell’alto Piemonte, della Lombardia, dal verbano al biellese al varesotto, e dell’alto Veneto e del Friuli, dal vicentino alla provincia di Udine, particolarmente esposti agli umidi flussi sciroccali che risalgono il bacino adriatico, addensando una consistente nuvolosità che darà origine a piogge battenti e persistenti per diversi giorni. In alcune di queste località, soprattutto a ridosso dei principali comprensori montuosi del ponente ligure, ma anche dell’alto Piemonte, dell’alta Lombardia, si potrebbero avere accumuli superiori ai 150-200 mm in meno di 24 ore.

Difatti, il nostro paese, essendo interessato dal ramo ascendente della saccatura, verrà investito da un paio di “Warm Conveyor Belt” ben organizzate, che dal Mediterraneo centro-occidentale si muoveranno verso il sud della Francia, le coste ligure e il resto delle nostre regioni settentrionali entro la serata di martedì 4 Novembre, allorquando prenderà il via il suddetto peggioramento.

Già dalla mattinata di oggi le prime piogge non mancheranno d’interessare la Liguria e l’alto Piemonte, dove si potrebbero vedere dei rovesci di pioggia. Ma il vero peggioramento entrerà di scena dalla seconda parte di martedì, allorquando i fenomeni annessi alla prima “Warm Conveyor Belt”, si estenderanno al resto del settentrione, coinvolgendo in seguito pure il resto della Liguria e pure parte dell’alta Toscana. Da mercoledì 5 Novembre, con la lenta evoluzione verso levante della saccatura, le piogge diffuse e persistenti si estenderanno soprattutto sulle zone del Triveneto, con particolare riferimento ai settori prealpini di Veneto e Friuli, dove il carico precipitativo sarà davvero abbondante.

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Ma durante la giornata domenicale, piogge e probabili temporali, anche di moderata o forte intensità, raggiungeranno la Toscana, l’Umbria e il Lazio, causa la possibile intrusione nella media e alta troposfera di masse d’aria più fredde in quota, dalla Francia, che si spingeranno verso il mar Ligure, la Sardegna e il medio-alto Tirreno, scorrendo sopra l’aria molto più calda e umida sospinta dai venti di ostro e scirocco che risalgono dall’entroterra libico e algerino.

Inoltre il possibile sviluppo di linee di confluenza venti sul medio Tirreno, fra correnti da SE e più fresche venti da SO, incrementerà lo sviluppo dell’attività convettiva sul settore pre-frontale. Il notevole “gradiente termico verticale” (notevoli differenze di temperatura in seno alla colonna d’aria) accenderà lo sviluppo di un intenso “forcing” convettivo (correnti ascensionali) fra Sardegna e medio-alto Tirreno che metteranno su le condizioni ideali per la formazione di “Clusters temporaleschi” e sistemi temporaleschi a mesoscala, come i “V-Shaped”, pronti ad investire le coste della Toscana, il Lazio e l’Umbria, con fenomeni localmente intensi.

Sempre da mercoledì 5 e giovedì 6 Novembre, le masse d’aria calde sub-tropicali continentali marittimizzate che raggiungeranno le nostre regioni meridionali, in particolare la Sicilia, saranno abbastanza calde in origine, in grado quindi di accompagnare un brusco rialzo dei valori termici a tutte le quote. Le temperature più elevate, come capita sempre in questi casi, si registreranno lungo le coste della Sicilia tirrenica.

Questo perchè i già caldi venti di scirocco tenderanno a scaldarsi ulteriormente durante la caduta (che determina la “compressione adiabatica” della massa d’aria) dai rilievi del vicino retroterra (i colli alle spalle di Palermo, Madonie, Nebrodi, Peloritani), raggiungendo le aree costiere del palermitano e messinese tirrenico con folate turbolenti e abbastanza calde, capaci di far impennare i termometri oltre i +25°C. Al contempo, durante l’affondo verso il Mediterraneo centro-occidentale l’asse di saccatura, andando in “tilting” a causa del promontorio anticiclonico di blocco presente ad est, inizierà ad andare in “CUT-OFF”.

Da qui si isolerà il “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota), tra il nord della Tunisia e il Canale di Sicilia, che sul finire di settimana, fra giovedì 6 e venerdì 7 Novembre, rischia di apportare una severa fase di maltempo fra Sicilia e Calabria, con piogge anche abbondanti sui settori ionici, e temporali di moderata o forte intensità, enfatizzati anche dallo “stau” e dall’interazione degli umidi venti sciroccali con i rilievi di Sicilia e Calabria che risaliranno con tutto il loro carico di umidità dallo Ionio.

Daniele Ingemi

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