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Vulcanologia

LE GRANDI ERUZIONI del passato (parte 1): La tragedia del Krakatoa

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KrakatoaEruptionAndremo qui a rivivere quella che è stata una delle eruzioni vulcaniche più devastanti a memoria d'uomo. Il Krakatoa si trova in Indonesia, zona in cui si verificano spesso terremoti e sono presenti numerosi vulcani a causa della conformazione tettonica del territorio.

La zona infatti è il confine tra due placche tettoniche diverse e fa parte della famosa "cintura di fuoco".  In questa zona è frequente il fenomeno della subduzione, ossia l'avanzamento della placca continentale che sovrasta quella oceanica e in queste condizioni la roccia che va a trovarsi a elevate profondità terrestri fonde e risale verso la superficie attraverso fratture e fuoriesce per mezzo di eruzioni vulcaniche.

Tante volte ci si fa suggestionare dalle immagini dell'Etna che in realtà non è particolarmente pericoloso a causa della natura delle sue eruzioni, prevalentemente effusive. Ciò significa che il magma presente nei vulcani effusivi è poco viscoso e si hanno le classiche colate di lava ai pendii del vulcano.

Vulcani di questo genere eruttano abbastanza frequentemente trovando periodico "sfogo" e scongiurando quindi eruzioni disastrose. Diversa è la situazione della cintura di fuoco, dove invece i vulcani sono caratterizzati da attività esplosiva; qui il magma è piuttosto viscoso e spesso solidifica appena arriva in sommità del cratere.

Si forma così un tappo di roccia solidificata che impedisce la fuoriuscita di magma dal condotto vulcanico che col passare del tempo esercita sempre maggiore pressione sul tappo sovrastante. Arriva quindi il momento in cui il tappo non è più in grado di opporre resistenza e si sfocia nell'esplosione del vulcano che nei casi peggiori significa la completa distruzione dell'edificio vulcanico e il suo collassamento in superficie.

E' appunto il caso del Krakatoa, dove la sua eruzione del 26 Agosto 1883 fu di proporzioni gigantesche: il materiale espulso dal vulcano fu di oltre 10 km, la sua potenza fu l'equivalente di ben 15mila bombe atomiche di Hiroshima e il boato fu sentito fino a quasi 5000 km di distanza.

Il più assordante boato udito nella storia dell'uomo superato solo da quello del Tambora nel 1815.

L'eruzione è classificata come VEI di grado 6 .

Krakatao

Ben visibile dalla cartina la potenza di tale esplosione che spazzò via gran parte dell'isola.

Il Krakatoa prima del 1883 era in stato di riposo (quiescenza) da circa due secoli e anche nelle eruzione successive a quella del 535 d.C.si era dimostrato piuttosto tranquillo, con eruzioni non particolarmente violente. Dal Maggio del 1883 però cominciò a dare segnali di agitazione, con piccole scosse non avvertibili dall'essere umano e con deboli colonne di fumo che si elevarono dal vulcano.

All'epoca quindi nessuno si preoccupò di questi segnali precursori. 

Il 26 Agosto ecco il disastro: potentissime esplosioni si susseguirono e dal vulcano si alzò una colonna di fumo alta fino a 25 km; fumo e cenere che appunto oscurarono il sole e in pieno pomeriggio tutto divenne buio. Oltre a questi fenomeni già particolarmente violenti ne fece seguito un altro e davvero terribile: i flussi piroclastici. 

I flussi piroclastici non sono altro che masse in movimento composte da gas ,ceneri e materiale sulfureo ad altissima temperatura. Ciò che si trova sul cammino di una nube piroclastica non ha scampo e viene inghiottita da questa nube; quando la si ha a vista è inutile scappare in quanto viaggiano a velocità altissima (qualche centinaio di km/h). Esistono ad oggi due teorie sulla formazioone delle nubi piroclastiche:

- La prima è quella che vede la formazione dal vulcano stesso quando vi è una rapida espulsione di gas e magma dal condotto vulcanico dovuto all'altissima pressione.

-La seconda teoria vede invece l'espulsione dal cratere di lapilli, lava, cenere e gas e nel corso dell'espulsione verso l'alto perdono la forza propulsiva ricadendo in terra e formando la cosiddetta "nube piroclastica di caduta".

una-nube-piroclastica1

Se fino a questo momento l'eruzione del vulcano non ha portato ancora pesanti disastri, è in questa fase che essa si scatena in tutta la sua violenza. Il pomeriggio del 26 Agosto 1883 si verificò l'eplosione di tutti e tre i crateri vulcanici e la formazione di flussi piroclastici che sfociarono in mare provocando uno tsunami davastante con onde alte fino a 40 metri.

E' in questa fase che si verifica la tragedia: a causa delle tsunami persero la vita oltre 36mila persone.

Curioso come il faro dell'isola durante lo tsunami sia stato quasi completamente spazzato via dalla furia del mare, ma probabilmente anche dall'impatto con un grosso corallo (delle grandezze di una casa!) sdradicato dal fondale oceanico e proiettato verso la costa.

Il Krakatoa però fece sentire i suoi effetti in tutto il globo e portò un calo delle temperatura globale nell'ordine di qualche decimo di grado a causa dell'elevata presenza in atmosfera dei gas espulsi dall'eruzione. Ma non fu solo questo; infatti a causa dei venti atmosferici le sue ceneri e gas vennero dispersi in tutto l'involucro terrestre e ne abbiamo la prova grazie a un pittore inglese di Londra che notò un cambiamento nel colore dei tramonti (che diventavano sempre più rosso intenso) e si mise a dipingere quasi quotidianamente per 4 anni i tramonti londinesi.

Oggi dalle ceneri di Krakatoa è nato un nuovo vulcano, Anak krakatau (figlio di Krakatoa, a causa della stazionarietà del punto caldo dal quale continua a fuoriuscire magma) e sta crescendo e ritmi elevati; oggi è già alto quanto Krakatoa nel 1883 e secondo alcuni esperti si sta preparando a una nuova potente eruzione, la storia quindi potrebbe non essere finita qua..

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Anak krakatau durante una delle recenti eruzioni.

Luca De Feo

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