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Analisi Meteorologica

Tendenza febbraio prima decade: la Stratosfera promette gelo, la Troposfera lo nega

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Tendenza meteorologica di febbraio. Analisi del 30-01-2016.

centrodimassa 30gen2016I modelli meteorologici globali faticano a inquadrare un cambio di circolazione generale sul comparto europeo, ipotizzato in alcune recenti emissioni ma già ritrattato.

Per ora di certo c’è che complice un forte warming stratosferico, che si trasferirà in troposfera destabilizzando e spostando il baricentro del Vortice Polare, le medie latitudini, che dopo una breve parentesi fredda a metà gennaio, sono tornate a conoscere una stabile sorta di primavera, conosceranno un poderoso calo termico. Collocarlo territorialmente con esattezza è difficile se non impossibile da stabilire già da ora.

Al momento, per ciò che attiene all’Europa, in particolare quella meridionale, lo sconvolgimento termico in Stratosfera non sembra ne debba comportare uno altrettanto incisivo in Troposfera.

La situazione in Stratosfera rimane comunque da monitorare, benchè appaia piuttosto remota l’ipotesi dell’insorgenza di una robusta figura di blocco in Atlantico (Wave 2), in grado di frenare, qualora riprodotta in Troposfera, il flusso mite zonale, guidato da un persistente, profondo e irrefrenabile Vortice Canadese alle medie latitudini, risultato una costante della stagione in corso. Stagione nella quale infatti, ogni alzata anticiclonica di blocco, è stata immediatamente vanificata dal transito perentorio della succitata potente figura ciclonica (Vortice Canadese).

Come detto in precedenza, i modelli faticano a evidenziare una variazione alla “persistenza” di circolazione atmosferica in atto ormai da mesi.

I molteplici centri di bassa pressione, che caratterizzano il Vortice Polare lungo il suo bordo esterno, nelle proiezioni previsionali continuano a mostrare una forte vorticità sul lato Europeo. Ciò impedisce a tali depressioni un rallentamento dinamico e quindi di scemare in velocità di progressione lungo i paralleli, per scendere poi di latitudine lungo i meridiani.

Vengono inibite in parole povere le ondulazioni cicloniche verso le medie latitudini, favorendo la situazione atmosferica opposta, ovvero la permanenza di condizioni anticicloniche.

Nelle mappe sottostanti, la situazione attuale e la variazione di polarità del centro di massa del Vortice Polare intorno al 5 del mese in corso.

In definitiva, per intenderci meglio, la caratteristica costante che sembra doversi ripresentare anche nelle prossime settimane e che possiamo osservare nelle illustrazioni a seguire, è quella della presenza sul lato atlantico dell’Emisfero Settentrionale del centro di massa principale del Vortice Polare, ovvero del centro di bassa pressione del Vortice Polare con più forte vorticità, cosa che induce a una maggiore stazionarietà del Vortice Polare stesso e dunque a condizioni meteorologiche che non mutano, ripetendosi sempre uguali sulle medesime zone.

Dall’altra parte, sul lato pacifico dell’Emisfero Settentrionale, la presenza del centro di massa secondario, caratterizzato da minore vorticità, permetterà una maggiore oscillazione del Vortice Polare stesso e quindi l’alternarsi delle condizioni meteorologiche tra episodi più miti ed episodi più freddi.

Situazione barica emisferica del 30 gennaio 2016 a 500 hPa.

centrodimassa 30gen2016

Situazione barica emisferica del 06 febbraio 2016 a 500 hPa.

centrodimassa 06feb2016

Situazione barica emisferica del 09 febbraio 2016 a 500 hPa.

centrodimassa 09feb2016

Per l’Europa meridionale, tra questa situazione e l’inverno “potenzialmente” gelido, che ci lascia fantasticare l’imminente forte scaldata in Stratosfera, di distanza ce ne passa. Per ora anche troppa.

Vedremo in seguito.

Luciano Serangeli

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