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I resti dell'ex uragano ANA causano forti PIOGGE fra Canada e USA occidentali, evento davvero RARO per la West Coast

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Maltempo intenso sulla West Coast, evento raro!

ex-ana-oct27Una intensa ondata di maltempo, con forti piogge, rovesci e venti piuttosto intensi, ad inizio settimana ha duramente flagellato gli Stati Uniti nord-occidentali e lo stato canadese della British Columbia, dove si sono registrate precipitazioni davvero molto intense che hanno creato allagamenti e il rapido ingrossamento dei principali fiumi e corsi d’acqua.

Ma la cosa ancora più inusuale sta nel fatto che questa intensa ondata di maltempo, che ha travolto gli stati della West Coast nord americana, è stata prodotta niente meno che dai resti dell’ex uragano “Ana”, che la scorsa settimana girovagava sul Pacifico tropicale orientale, dopo essere transitato vicino alle Hawaii, causando anche intense precipitazioni.

Si tratta di un evento davvero molto raro per la West Coast, visto che solitamente le acque superficiali del Pacifico nord-orientale, nel tratto antistante la British Columbia, lo stato di Washington e l’Oregon, risultano troppo fredde per favorire l’arrivo dei resti di un ex uragano o tempesta tropicale. Difatti, quando successo lunedì 27 Ottobre 2014, rappresenta un vero e proprio evento eccezionale per la West Coast degli USA e del Canada occidentale.

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I resti dell’ex uragano “Ana” hanno raggiunto le coste della British Columbia, dello stato di Washington e l’Oregon, sotto forma di un ampio e profondo ciclone extratropicale, caratterizzato da un sistema “baroclino”, che costatava come la tempesta aveva già perso tutte le sue caratteristiche tropicale durante il passaggio sopra le più fredde acque superficiali del Pacifico nord-orientale, risucchiando lungo il suo bordo occidentale un blocco di aria piuttosto fredda, che dall’Alaska è scivolata fino al tratto di oceano a nord dell’arcipelago delle Hawaii, incentivando lo sviluppo di un ampio sistema frontale nei bassi strati (come caratteristica principale dei cicloni extratropicali delle medie e alte latitudini).

L’unico aspetto che collegava il profondo ciclone extratropicale all’ex uragano “Ana” era proprio il contenuto di umidità, che apparteneva a quel che rimaneva del vecchio ciclone tropicale, che la scorsa settimana si muoveva nei pressi delle Hawaii. Dopo un lungo peregrinare per il Pacifico orientale, nel tratto vicino alle Hawaii, i resti dell’uragano “Ana”, ormai ridotto a semplice tempesta tropicale, hanno perso tutte le loro iniziali caratteristiche tropicali nel pomeriggio di domenica 26 Ottobre 2014, sul Pacifico nord-orientale, a circa 1.300 miglia a ovest del confine fra la California e l’Oregon.

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Si tratta di un posizionamento insolitamente molto più a nord-est per un ciclone tropicale. Un evento alquanto raro per il Pacifico orientale. In realtà, c'è solo un altro precedente che risale al 1949, quando i resti di un uragano che si era formato la settimana prima sul Pacifico tropicale orientale sono riusciti a risalire di latitudine, fino ad impattare sulle coste del Canada occidentale, apportando piogge torrenziali e forti venti di tempesta.

Un altro caso analogo si verificò pure nel 1975. Allora una tempesta, rimasta “anonima”, riuscì a mantenere la forza di uragano fino ai 46.8° di latitudine nord, fino al confine che separa l’Oregon dallo stato di Washington. Quella tempesta fu l'unico vero uragano mai registrato ad una latitudine superiore rispetto ad “Ana”, che ha mantenuto la forza di uragano a soli 36.3° nord, circa la latitudine della città di Monterey, in California. Anche il famigerato uragano “Iniki”, che devasto duramente l’isola di Kauai come uragano di 4^ categoria Saffir-Simpson, l'11 Settembre del 1992, mantenne l’intensità di uragano solo fino ai 35° nord di latitudine.

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Ad una latitudine inferiore di quella dell’uragano “Ana”. Fortunatamente le forti piogge portate dall’umidità lasciata in eredità dai resti dell’ex uragano “Ana” non hanno causato gravi inondazioni. Solo in prossimità delle montagne Olympic, nello stato di Washington, le forti precipitazioni, esacerbate dal notevole “forcing” orografico all’aria umida proveniente da O-SO, possono favorire un rapido ingrossamento dei fiumi che potranno causare locali inondazioni. Sulle altre aree, fra British Columbia, Washington e Oregon, le piogge non dovrebbero assumere un intensità tale da poter causare fenomeni alluvionali o inondazioni.

Storicamente diversi tifoni, alcuni anche molto potenti, nati e cresciuti sopra le calde acque del Pacifico occidentale, fra le Filippine, Taiwan e il Giappone, dopo essersi spinti oltre i 30° - 35° di latitudine nord, sono andati a dissiparsi nel tratto di oceano a nord delle Hawaii, per poi raggiungere le coste del Canada occidentale come profondi cicloni extratropicali apportatori di forti piogge, anche di carattere torrenziali (grazie anche al “forcing” orografico imposto dai rilievi della Catena Costiera), venti di tempesta e possenti mareggiate. Questo mediamente accade circa due volte ogni dieci anni.

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Come evidenziano anche gli archivi del servizio meteorologico statunitense il ciclone extratropicale più violento della storia del Pacifico settentrionale si è formato proprio dietro i resti di un tifone proveniente del Pacifico occidentale. Quella tempesta fu talmente violenta da essere definita come il "Big Blow" o la tempesta del “Columbus Day del 12 Ottobre 1962, che causo oltre 46 morti e danni per 1,9 miliardi di dollari (2.014 dollari). In quei giorni dal Pacifico occidentale sopraggiungeva il tifone “Freda”, una intenso ciclone tropicale di categoria 3 che si era formato nei pressi di Wake Island, nel tratto di oceano ad ovest della linea di cambiamento data, sul Pacifico centrale.

Il tifone, dopo essere salito di latitudine supero la linea di cambiamento data, evolvendosi rapidamente in un impressionante ciclone extratropicale che si avvicino alle coste dello stato di Washington e all’Oregon, continuando ad approfondirsi. Nella giornata del 12 Ottobre del 1962 il profondissimo ciclone extratropicale si porto vicino alle coste dell’Oregon, con un minimo barico al suolo di ben 969 hpa, e un profondissimo “gradiente barico orizzontale” che attivo furibonde tempeste di vento che raggiunsero l’intensità di uragano, con raffiche davvero violente, che toccarono un picco assoluto di 233.4 km/h.

Daniele Ingemi

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