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Vulcani sottomarini e tsunami: interessante studio sul Monowai a Tonga. Video dell'eruzione nel 2009

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Vulcani sottomariniL'aumento violento dell'attività vulcanica del Monowai nei pressi di Tonga ha provocato il crollo di alcune pareti vulcaniche e una sensibile modifica del fondale sottomarino in un brevissimo lasso di tempo. Il crollo della parete vulcanica nel Pacifico è stata catturata in modo chiaro e sorprendente per la prima volta. I ricercatori che studiano il vulcano Monowai, hanno registrato enormi cambiamenti in altezza in sole due settimane. Le immagini, raccolte con l'ausilio di un sonar tramite una nave da ricerca, gettano nuova luce sul destino turbolento delle montagne sottomarine. Sulla rivista Nature Geoscience, sono state pubblicate le ricerche effettuate durante il sondaggio dei fondali marini lo scorso anno.

L'autore Tony Watts dell'Università di Oxford ha riferito alla BBC che la scoperta è "un campanello d'allarme che indica come la reazione mare-terra possa essere più dinamica di quanto si pensasse in precedenza". "Ho trascorso la mia carriera a studiare i fondali marini e generalmente hanno manifestato una stabilità nel tempo, quindi è stato sorprendente vedere un cambiamento così grande in un lasso di tempo molto breve".

Ben 32.000 montagne sottomarine sono state identificate in tutto il mondo e la maggior parte sono da ritenersi di origine vulcanica. Molte migliaia di esse risultano attive, ma la combinazione di profondità dell'oceano e lontananza ha determinato uno studio poco approfondito con il risultato che ben pochi vulcani sottomarini sono stati monitorati. Questa ricerca riferita al vulcano Monowai offre affascinanti spunti sul mondo della geologia sottomarina che presenta ancora molte lacune.

Monowai è stato avvistato da un aereo nel 1944. Le indagini nel corso degli anni successivi hanno trovato prove di cambiamenti significativi - con l'attività del mare scolorito e attività sismica rilevata. Gli studi tra il 1978 e il 2007 hanno mostrato che la cima del vulcano più volte è salita e poi ridiscesa. In quest'ultima analisi, confrontate con le immagini raccolte il 14 maggio e poi 01-02 Giugno dello scorso anno ha dimostrato che il vulcano ha subito una trasformazione.

Nell'ultima missione a bordo della nave da ricerca della R / V Sonne, gli scienziati hanno prima notato delle bolle sulla superficie del mare di colore giallo-verde  poi un aumento di emissioni di gas. L'odore emanato dai gas risultava molto forte e tutto faceva presagire a una nuova eruzione, tant'è che gli scienziati hanno preferito allontanassi dalla zona. Tre giorni dopo infatti il Monowai è eruttato facendo salire in superficie nuvole di gas e rocce vulcaniche.

Al termine dell'eruzione vulcanica gli scienziati si sono nuovamente recati nella zona del vulcano sottomarino notando un cambiamento davvero rilevante. Nel giro di una quindicina di giorni, una parte della cima del vulcano era crollata di ben 18,8 milioni di roccia, mentre i nuovi flussi di lava aveva sollevato un'altra area di 79.1m. La cosa sorprendente è stato vedere la creazione di un cono vulcanico del tutto nuovo. I ricercatori ritengono che i cambiamenti sono più grandi rispetto alla maggior parte degli altri vulcani. Solo il Vesuvio e il Monte St Helens hanno registrato tassi di crescita maggiori.

Il Professore Watts a voluto fare delle riflessioni a riguardo: "Qualsiasi movimento sul fondo del mare ha il potenziale per creare uno tsunami". Un terremoto disloca improvvisamente molta energia sul fondale che genera una perturbazione violenta che può durare cinque giorni a seconda dell'entità. Nel caso della fuoriuscita di magma il flusso è molto lento, quindi non in grado di scatenare uno tsunami". La domanda che si pone Watts è questa: "conosciamo abbastanza bene i fondali marini e i suoi vulcani da poter escludere a priori che ogni un'eruzione sottomarina non sia seguita da uno tsunami"?
"Questo violento scambio di roccia in acqua - potrebbe destabilizzare il cono e causare una frana che in linea di principio potrebbe causare uno tsunami". Secondo Watts quindi la possibilità di tsunami in caso di forte evento non è del tutto da escludere.

L'indagine effettuata a Tonga apre nuovi scenari di studio sull'attività vulcanica sottomarina e su come possa influire sul movimento delle faglie e nella creazione di tsunami. Di seguito lo spettacolare immagine dell'eruzione del Monowai nel 2009 e l'immagine scattata dalla sonda sottomarina con la cima evidenziata in rosso della nuova montagna e il nuovo cratere di colore blu.

Vulcani sottomarini

 

Vincenzo Ficco mpi endQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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