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Climatologia

CALDO fuori stagione sulle Isole Svalbard, la PIOGGIA si sostituisce alla NEVE con +8°C!

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Intanto nell'area continuano le ricerche di un gruppo di studiosi

rain-on-snow-events-heavy-icing-arctic-reindeer-lgNel corso degli ultimi giorni un caldo flusso di correnti meridionali si è spinto, dal nord Africa, fin verso le regioni artiche, causa anche un persistente blocco anticiclonico sui Paesi dell'Est Europa. L'aria calda è così penetrata fin sul Polo Nord, causando una scaldata davvero importante.

Nella città di Longyearbyen, la più grande dell'intera Norvegia artica, situata nell'Arcipelano delle Svalbard la temperatura, nel corso della passata settimana, ha toccato un incredibile valore di +8°C, accompagnato da venti meridionali carichi di pioggia. Valori termici abbondantemente superiori alla media, se si pensa che in questo periodo la colonnina di mercurio si abbassa fino a lambire i -15/-20°C. In queste aree si registrerà poi un record di piovosità davvero eccezionale...

Questo ha ovviamente comportato numerosi problemi in gran parte del territorio; moltissime valanghe sono state segnalate nelle montagne circostanti Longyearbyen, le strade innevate hanno son state trasformate in pericolissime lastre di ghiaccio, tant'è che era impossibile transitare anche per le motoslitte. Molti voli sono stati cancellati, l'aeroporto è rimasto chiuso...Un simile evento può avere risvolti negativi anche per il pascolo delle renne, perchè determinerebbe estreme difficoltà nella ricerca del cibo.

Questa situazione meteo-climatica, assolutamente inusuale per queste zone, ha tuttavia attirato l'attenzione di alcuni scienziati, dai climatologi ai biologi, che hanno potuto così documentare l'evento e trarre le loro prime conclusioni. Hanno pubblicato un rapporto, in data 20 novembre, in cui son spiegate le cause che hanno comportato a questo anomalo evento. "Abbiamo avuto l'opportunità unica di documentare quello che è successo e non ci siamo fatti scappare questa occasione" rivela Brage Bremset Hansen, il primo autore del rapporto.

Longyearbyen

Il co-autore della ricerca, Ketil Isaksen, un climatologo dell'Istituto Meteorologico Norvegese, ha riferito che un evento così estremo ha un periodo di ritorno di circa 500 anni, il che significa che la probabilità che ciò accada in un solo anno è dello 0,2%. Allo stesso tempo i climatologi ribadiscono tuttavia che le Isole Svalbard hanno registrato il maggior incremento di temperatura rispetto a qualsiasi altro posto in Europa durante gli ultimi tre decenni...

Aumento della mortalità delle renne: Hansens, in particolare, è molto interessato a come il tempo estremo inciderebbe sulle comunità naturali presenti sull'arcipelago. Solo quattro specie di vertebrati svernano sulle Svalbard, tra cui anche la Renna. Quando Hansen e i suoi colleghi hanno confrontato i dati di mortalità delle renne dopo l'evento del Gennaio 2012 dopo l'estate precedente, hanno notato che il numero delle carcasse di molte popolazioni di renne è stato tra i più alti mai registrati.

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Pioggia e Permafrost: Hansen e colleghi hanno già pubblicato la ricerca sulla comunità animale delle Svalbard, suggerendo che tali eventi estremi possono influenzare tutte le specie presenti nel territorio. Ma ciò che rende unica questa scoperta è la collaborazione tra le diverse discipline, che ha permesso ai ricercatori di studiare in maniera estremamente dettagliata gli effetti che l'evento ha avuto sull'ambiente e sulla popolazione.

Nella città di Ny-Alesund, ad esempio, son stati misurati ben 100 mm di pioggia in un solo giorno, un evento che sarebbe più facile riscontrare nella città costiera di Bergen, in Norvegia. Tale quantità pluviometrica registrata in appena 24 ore rappresenta un quarto della precipitazione che si registra nella città in un'intera annata.

Isaksen ha inoltre registrato un significativo aumento delle temperature in una profondità di 5 metri sotto la superficie del Permafrost, a seguito dell'afflusso di aria calda. Stiamo ovviamente parlando del terreno ghiacciato che circonda tutto l'arcipelago dell'alto Artico. Nelle regioni dell'Emisfero Settentrionale il permafrost occupa generalmente circa il 25% del territorio.

Turismo e infrastrutture: per i residenti delle Svalbard, ovviamente, ci sono anche stati significativi effetti socio-economici. Durante e dopo l'evento è stato difficile per le motoslitte viaggiare sulla tundra, a causa della presenza di una spessa coltre di ghiaccio. Lo spessore, che ha una media di 15,3 cm, persiste nella tundra per gran parte della stagione invernale e durante l'evento ha subito un parziale ridimensionamento.

Negli ultimi giorni inoltre si è registrato un forte calo nel settore del turismo, ma un altro problema da non sottovalutare affatto è la vulnerabilità delle infrastrutture alle valanghe. Nel Giugno del 1953 una valanga distrusse un ospedale della città insieme ad altri edifici, uccidendo tre persone.

Ma lo studio sul clima delle Svalbard proseguirà ancora...

Rinaldo Cilli2 mpi intro

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