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Climoscurati: il "climapensiero libero"

Dibattito sul clima (parte prima)

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Hansens_1988_Projections_compared_to_ObservationsScritto da Guido Botteri

Il dibattito sul clima è chiuso ? Secondo il premio nobel Al Gore, e tanti altri, sì "the debate is over" ("la discussione è chiusa").

Si dice che discorrere sul tempo sia stato uno degli argomenti più diffusi ed amati, in particolar modo dagli Inglesi, per cui, se fosse davvero chiuso sarebbe anche un peccato.

Ma ha senso parlare di argomento chiuso? Un argomento andrebbe chiuso quando è chiarito, al 100%, in ogni sua parte, senza più ombre, dubbi, incertezze.

Questo vuol dire avere accumulato prove e verifiche che ne sanciscano la totale comprensione e rispondenza a verità. E' stato così, per esempio, per il dibattito sulla forma dellaTerra?

Non mi occuperò qui del passaggio da Terra piatta a Terra sferica, perchè vorrei esporre questa interessante questione in futuro.

Ma una volta che si ebbe prova, con Colombo, e conferma con altri, che l'uomo poteva navigare sempre in direzione occidentale e tornare al punto di partenza, non ci fu, che io sappia, un Al Gore rinascimentale che dicesse perentoriamente "disputatio confecta est" ("la discussione è chiusa", a quel tempo la lingua usata dalla scienza, anche nei Paesi anglosassoni, era il latino).

Che non fosse piatta, questo era ormai provato, ma era davvero chiusa la questione? Per quante prove si accumulassero, si ebbero evidenza e conferme di una certa forma grosso modo sferica, ma ora ben sappiamo che esattamente sferica non è.

da: http://it.wikipedia.org/wiki/Terra

[ Diametro equat.        12 756,274 km

Diametro polare          12 713,504 km ]

Per quanto di poco, diametro equatoriale e polare non sono uguali, e la Terra è un po' schiacciata ai poli. E questo, visto che gira su se stessa, è anche comprensibile. Ma non basta, i due emisferi non sono identici, per cui qualcuno ebbe a dire che la Terra avrebbe una forma "a pera".

Ma anche questa definizione non andò bene, ed infine, per tener conto delle tante particolarità, si è coniato il termine "geoide".Si dice, cioè, che la Terra ha la forma "di una Terra". Tant'è.

In effetti io potrei dire di avere la forma di un "guidobotteroide", e ognuno potrà trovare la sua propria forma a sua perfetta somiglianza.

Ma c'è un piccolo particolare inedito, e cioè, io a vent'anni, non faccio per vantarmi, ma ero fatto piuttosto bene... ed ora ho perso, purtroppo molti dei pregi di un guidobotteroide ventenne...Voglio dire che nel tempo si cambia.

Anche la Terra una volta aveva tutte le terre riunite in un solo continente (ci raccontano), la Pangea. Era diversa allora la Terra da quella che conosciamo?

E quell'asteroide che determinò (si dice) la fine dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, causò forse qualche, pur minima, variazione a questo pianeta per come lo conosciamo ora ?

Voglio dire, avremmo potuto mettere una pietra definitiva sull'argomento "forma della Terra", ai tempi di Colombo, con la stessa sicurezza colla quale Al Gore ha dichiarato chiuso l'argomento climatico ?Eppure, della forma della Terra abbiamo ormai prove, evidenze, conferme, foto, misurazioni e tutto quel che serve per averne un'idea più che precisa.

Ma abbiamo le stesse prove, le stesse evidenze, le stesse conferme degli scenari che ci prospettano nel caso del clima?

Il fatto che siano "scenari" e non "previsioni" già la dice lunga. E non abbiamo un laboratorio in cui riprodurre l'atmosfera terrestre, comprese le possibili eventuali cause extraterrestri (in primis il Sole, ma non solo). Nei report stessi dell'IPCC non si parla di "certezze" ma di "probabilità", per quanto "very likely" (ma si mormora che nel prossimo report dell'IPCC si userebbe un termine più cauto).

Andamenti che, però, non sembrano confermati con quella stessa perentorietà colla quale fu annunciato che la discussione fosse chiusa. I dati viaggiano, al momento (quale che ne sia la causa) in una zona assai modesta, tanto che c'è chi dice che il GW si sarebbe fermato, chi contesta la cosa, ma non può mostrare dati "da seguire coll'ascensore", per la loro ripidità, come fece Al Gore nel suo premiatissimo film.

Per quanto la discussione sia accesa su cosa stia accadendo, non c'è dubbio che l'ascensore non serve, per seguire l'eventuale aumento della temperatura.

Quindi si stenta a riconoscere nel presunto aumento di temperature, almeno negli ultimi anni, un andamento che rispetti quei scenari, che sarebbero stati "very likely". 

Ma anche se non fosse stato così, e se la timidezza dell'andamento della temperatura non sconfessasse quei scenari, resta il fatto, questo certo, che quando si attribuisce ad un evento una certa probabilità, minore della certezza, allora, tra quel valore e la certezza, c'è uno spazio innegabile di "legittimità del dubbio". Lo dice la parola stessa "probabilità", che non a caso differisce sostanzialmente dal concetto di “certezza”. Il concetto di certezza si sposa bene con parole come dogma, diktat, totalitarismo, fede. Al suddito del dittatore non è concesso aver dubbi, fare opposizione. 

Nella Scienza e nella democrazia, invece, il concetto di certezza trova poco spazio, e vige il predominio del dubbio, che è libertà. Perfino un concetto solido ed evidente come la sfericità della Terra ha subìto degli aggiustamenti, figuriamoci se non ci sia spazio di dissenso in una ipotesi, quella dell'AGW, che non può provare sé stessa fino al 2100, e il cui avvio, da quando si impose, ad ora, non sembra ricalcare gli scenari che aveva inizialmente proposto, non per lo meno in maniera netta ed inequivocabile.

C'è tanta certezza nelle parole dei suoi sostenitori, ma molta meno nei dati che ci scorrono davanti.

da: http://www.skepticalscience.com/Hansen-1988-prediction.htm

(si tratta di un sito fortemente sostenitore dell'ipotesi AGW, anche se ha un nome fuorviante)

Hansens_1988_Projections_compared_to_Observations

Hansen aveva previsto 3 scenari, che aumentasse l’emissione di CO2 (A), che rimanesse costante (B), e che si riducesse notevolmente (C).

Lo scenario che più si avvicina all’andamento della CO2 è stato quello B, e quindi avremmo dovuto osservare un andamento della temperatura secondo quello scenario. Viceversa la temperatura si è comportata secondo lo scenario C, come se ci fosse stata una notevole riduzione delle emissioni di CO2, che invece non ci risulta. Non sembra dunque che la temperatura si sia fatta governare dalla CO2, come sostengono i sostenitori dell’ipotesi AGW.

Per quanto si affannino a difendere l'ipotesi AGW, perfino sostenitori tecnicamente preparati e fortemente convinti come questi, non possono che ammettere che "Hansen's 1988 prediction was wrong".

Ora, capire "perché" Hansen abbia sbagliato, è argomento interessante senz'altro, che eventualmente si potrà discutere un'altra volta, ma a me interessa far notare che Hansen "ha sbagliato".  

Mettiamoci dunque nel 1988, e guardiamo a questa dotta (ma sbagliata) "prediction".La domanda che mi preme fare è: "è lecito dubitare di questa prediction?"

Bene, chi ne ha dubitato allora è stato denigrato, attaccato, insultato ("negazionista"), perché questo è il sistema (poco scientifico, e molto politico ed ideologico) di certi ambienti. Eppure aveva ragione. Quella "prediction" era effettivamente sbagliata, tant'è che ora possono spiegarci "perché" (secondo loro) lo sarebbe, ma non possono negare che "sia" sbagliata.

Dunque, nel 1988, etichettare come "negazionista" chi non credesse in Hansen è stata una grossa ingiustizia, e questo credo che sia un fatto indubitabile, perché parliamo di fatti passati, avvenuti, controllabili e verificabili.

Cosa dire ora? Si continua a etichettare il dissenso come negazionismo, anche se il dissenso, l'ho spiegato, è legittimato dal fatto stesso che si ha a che fare con delle "probabilità" e non con delle "certezze". 

A me non interessa, ora come ora, stabilire chi abbia torto e chi ragione, ma spero di aver chiarito il mio pensiero, che il dibattito NON sia affatto chiuso (in un prossimo articolo potremmo elencare un po' di attuali incertezze, riconosciute dalla NASA, e da autorevoli sostenitori dell'ipotesi AGW), e che la parola "negazionista" sia un insulto gratuito ed inaccettabile.

Chi non può produrre certezze non può chiamare "negazionista" chi non la pensa come lui. 

Secondo me.

Guido Botteri

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