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Monitoraggio solare

16 febbraio 2012, monitoraggio solare. Nessuna novità in vista; didattica sul buco coronale

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immagine monitoraggio solareLa superficie solare appare tranquilla, nessun sostanziale cambiamento rispetto a ieri con i valori di SF e SN ancora molto bassi. Aproffittando del momento di stasi della nostra stella vorrei proporvi qualche nozione didattica parlandovi del buco coronale. I buchi coronali ( CH- Coronal Hole ) sono aree dove la corona del Sole è più scura, più fredda delle arre circostanti; anche il plasma possiede qui una densità inferiore. I buchi coronali sono stati scoperti quando i telescopi a raggi X della missione Skylab furono lanciati oltre l’atmosfera terrestre per rilevare la struttura della corona. Questi buchi sono in relazione con delle concentrazioni unipolari di linee di campo magnetico aperte; durante il minimo solare, i buchi coronali si trovano principalmente nelle regioni polari del Sole,mentre durante il massimo solare sono dislocate in tutta la superficie solare. I buchi coronali fanno aumentare il vento solare o solar flux, anche in mancanza di macchie solari.

Un’espulsione di massa coronale (CME, acronimo dell’inglese coronal mass ejection) è una espulsione di materiale dalla corona solare, osservata con un coronografo in luce bianca.
Il materiale espulso, sotto forma di plasma è costituito principalmente da elettroni e protoni (oltre a piccole quantità di elementi più pesanti come elio, ossigeno e ferro), viene trascinato dal campo magnetico della corona.

buco coronale2Quando questa nube raggiunge la Terra (in questo caso viene chiamata ICME – Interplanetary CME) può disturbare la sua magnetosfera comprimendola nella regione illuminata dal Sole ed espandendola nella regione non illuminata. Quando avviene la riconnessione della magnetosfera nella zona notturna, si generano migliaia di miliardi di watt di potenza diretti verso l’atmosfera terrestre superiore, che provocano aurore particolarmente intense (dette anche Luci del Nord nell’emisfero boreale e Luci del Sud nell’emisfero australe). Le espulsioni di massa della corona assieme ai flare possono disturbare le trasmissioni radio, creare interruzioni di energia (blackout), danneggiare i satelliti e le linee di trasmissione elettriche. La più grande perturbazione geomagnetica venne misurata da Kew Gardens e coincise con la prima osservazione visuale di un flare nel 1859 di Richard Christopher Carrington.

Entrando nel dettaglio, nessuna allerta è presente. Valori di Solar Flux stabili, intorno a valori di 104, Sunspot Number in calo con valore di 40 . L'indice Geomagnetico Kp stabile con valore 1-2. I flares stabili  di classe B. Flusso di elettroni regolare , flusso di protoni minimo. Vento solare con valori attuali tra 350-380.

Di seguito sono riportate le immagini relative all'intensità dei flares, il grafico riassuntivo con i valori di Solar Flux, Sunspot number, Xray, attività geomagnetica, SDO.

SDO 16 feb

grafico generale 16 feb

Xray 16 feb

Vincenzo Ficco mpi end{jacomment on}

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