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La LIGURIA sarà una delle regioni più colpite dal MALTEMPO. Ecco perchè

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La liguria sarà una delle regioni maggiormente colpita dal maltempo

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Purtroppo la Liguria sarà una delle regioni maggiormente coinvolte dall’imminente forte ondata di maltempo in arrivo. Difatti, come viene evidenziato dalle mappe inerenti il campo del vento, sia al suolo che in quota, e le caratteristiche delle masse d’aria in arrivo sulle regioni settentrionali italiane, la Liguria sarà una delle regioni maggiormente colpite dalle precipitazioni più abbondanti, che rischiano di produrre significative criticità ad un territorio già più volte martellato da eventi alluvionali di una certa portata.

A causa della sua peculiare orografia arcuata, che funge da barriera agli impulsi sciroccali umidi marittimi che risalgono dal mar Ligure e dal medio-alto Tirreno, e per i suoi caratteristici bacini idrografici (torrentizi) avvezzi a tempi di corrivazione ridottissimi durante fasi precipitative estreme, la Liguria già in passato, in condizioni sinottiche analoghe, ha contato decine di alluvioni lampo e nubifragi.

Grecale Milazzo

 

Con il progressivo affondo del ramo più meridionale dell’estesa saccatura atlantica, in sviluppo fra Isole Britanniche e Spagna, fino al Marocco settentrionale e all’Algeria nord-occidentale, aria più fredda, di origine polare marittima, affluirà verso la Spagna, il Marocco settentrionale e il nord-ovest dell’Algeria, scivolando lungo il margine discendente di tale ondulazione ciclonica.

L’avvezione di aria fredda polare marittima fiondandosi fino all’Africa nord-occidentale, dopo aver innescato una circolazione a gomito nell’area sottovento alla catena montuosa dell’Atlante, determinerà più ad est, lungo il ramo ascendente della saccatura, il conseguente richiamo di aria molto più calda e originariamente secca dall’entroterra desertico algerino orientale e dalla Libia occidentale (regione del Fezzan), d’estrazione sub-tropicale continentale.

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Addirittura, stando all’analisi del campo del vento, il flusso pre-frontale avrà un origine molto più meridionale, trattandosi di masse d’aria sub-tropicali continentali risucchiate direttamente dall’arida regione del Fezzan, quindi attorno i 25° - 24° di latitudine sud, e che risaliranno verso la Tripolitania per versarsi sul Canale di Sicilia e sul mar Libico.

Questo flusso caldo, venendo convogliato lungo il ramo ascendente dell’asse di saccatura, dall’entroterra desertico algerino e libico si spingerà verso il bacino centrale del Mediterraneo, risalendo la penisola italiana sotto forma di sostenuti, anche forti, venti di ostro e scirocco che andranno ad umidificarsi sopra le ancora calde acque superficiali del mar Tirreno, mar Ionio e Adriatico (trasportando aria calda sub-tropicale potranno assorbire un maggior quantitativo di vapore acqueo di una massa d’aria più temperata), arrivando così sulle regioni del centro-nord come tiepidi e umidi venti meridionali che addenseranno una consistente nuvolosità, pronta a dare la stura a precipitazioni diffuse su quasi tutto il settentrione, in particolare su regioni come la Liguria e i settori prealpini occidentali, fra Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia occidentale, proprio lì dove lo “stau” (sbarramento orografico) esercitato dalle catene montuose nei confronti delle umide correnti meridionali acuirà la persistenza delle precipitazioni.

Dall’interazione degli umidi venti sciroccali con i rilievi dell’Appennino ligure si produrranno nuclei precipitativi piuttosto intensi che già dal pomeriggio di domani persisteranno su gran parte del territorio ligure, presentando una maggiore incidenza proprio nell’area compresa fra il savonese e l’imperiese.

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Proprio qui il “forcing” orografico eretto dai monti dell’Appennino Ligure nei confronti dell’umidissimo e instabile flusso da S-SE e Sud, in successiva rotazione da S-SO, favorirà anche l’attivazione di moti convettivi (correnti ascensionali) significativi che agevoleranno la formazione di cumulonembi pronti ad andare alla deriva verso l’entroterra ligure e il basso Piemonte, dopo essere stati agganciati dai forti venti da SO attivi alla quora isobarica di 500 hpa (circa 5100 metri).

Inoltre il possibile sviluppo di linee di confluenza venti fra il mar di Corsica e il mar Ligure, fra correnti da SE e più fresche venti da SO, incrementerà lo sviluppo dell’attività convettiva sul settore pre-frontale. Il notevole “gradiente termico verticale” (notevoli differenze di temperatura in seno alla colonna d’aria) accenderà lo sviluppo di un intenso “forcing” convettivo (correnti ascensionali) fra Sardegna e medio-alto Tirreno che metteranno su le condizioni ideali per la formazione di “Clusters temporaleschi” e sistemi temporaleschi a mesoscala, tipo i “V-Shaped”, pronti ad investire le coste della Liguria occidentale, fra savonese e imperiese, causando forti nubifragi che potrebbero determinare la rapida piena dei principali bacini idrografici.

Purtroppo in alcune località, soprattutto a ridosso dei principali comprensori montuosi del ponente ligure, fra savonese e imperiese, si potrebbero avere accumuli superiori ai 150-200 mm in meno di 24 ore, con picchi fino a 250-260 mm. Parliamo di accumuli davvero consistenti che rischiano di causare significative criticità nelle aree direttamente investite dalle forti precipitazioni. Se a ciò aggiungiamo anche lo sviluppo di mareggiate, di debole e moderata intensità, lungo tutta la costa ligure, dal savonese e all’alto spezzino, con un imponente moto ondoso da S-SE e Sud capace di ostacolare il naturale deflusso delle acque dei torrenti, ingrossati dalle piogge abbondanti, verso il mare, è chiaro che bisognerà attentamente monitorare la situazione per evitare una degenerazione degli eventi quando ormai è troppo tardi.

Daniele Ingemi

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