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Analisi Tropo-Stratosferica

Si sta scaldando la Stratosfera, il picco si avrà entro il 19 Gennaio. Grande gelo per l'Europa entro fine mese?

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forte riscaldamento a 10 hpa 240 oreArriva il grande freddo in Europa? Una domanda che in molti, in questi giorni, si staranno certamente ponendo dinanzi alle ultime emissioni modellistiche. Tutti i principali centri di calcolo infatti stanno proponendo, da alcune emissioni, scenari configurativi votati a portare il grande gelo sull'Europa centro-orientale. In particolare Reading, nei giorni scorsi, intravedeva una forte irruzione polare in direzione del vecchio Continente, coadiuvata da una situazione sinottica certamente favorevole a questa dinamiche. Le incertezze modellistiche tuttavia ruotano ancora sull'effettiva invadenza del vortice canadese, deciso più che mai ad impedire che tali manovre abbiamo buon fine. Ed infatti, a riguardo, l'americano GFS ha sempre proposto una situazione barica nettamente diversa rispetto agli altri modelli, con pressione all'azzorriano e aria oceanica in spinta verso l'Europa settentrionale. Ma come andrà realmente?

Se avessimo la sfera di cristallo non avremmo alcuna difficoltà nel sapere, con perfezione, che cosa succederà veramente. Ci troveremmo così preparati a qualunque evenienza ci si pari dinanzi. La verità è che tuttavia possiamo soltanto ipotizzare un certo di tipo di scenario, andando così ad anticipare, si fa per dire, le future mosse di madre natura, alquanto imprevedibili ma certamente molto intriganti. Sarà gelo in Europa? Vedremo, non possiamo già saperlo con certezza, ma cerchiamo di capire che cosa potrebbe accadere ipotizzando diversi scenari al momento più fattibili in ambito meteorologico.

Innanzitutto precisiamo subito un aspetto importante; in Europa, al momento, non fa particolarmente freddo (ad eccezione della Scandinavia) e solo una saccatura polare, debole e velleitaria, sta attraversando il settore orientale del Continente. Niente di rilevante, le temperature non stanno toccando valori di estrema rigidità. Inverno che quindi procede a rilento e non solo in area mediterranea, la situazione di negatività invernale sta infatti inglobando l'intera porzione di territorio europeo.

Le cose cambieranno radicalmente nel corso del fine settimana, tra venerdì e martedì (13-17 Gennaio), quando un possente nucleo gelido si staccherà dalla Groenlandia (ove si formerà un'anticiclone termico) e punterà dritto verso l'Europa orientale. Sarà accompagnato da termiche fredde o molto fredde, tanto che a 850 hPa verranno sfiorati i -20°C. Finalmente dunque una situazione barico-configurativa idonea per queste zone. Ora, come avrete modo di ricordare anche attraverso i nostri recenti editoriali, diversi modelli ipotizzavano una traiettoria tutta sud-occidentale del nucleo gelido polare, con anticiclone di blocco disteso fin verso nord e freddo "sparato" dritto verso l'Italia. Situazione questa che personalmente definì improbabile viste le dinamiche circolatorie. La spiegazione? Un vortice canadese certamente invadente in sede nord-atlantica, che di fatto non permette all'alta pressione di ergersi a blocco (al contrario, la costringe ad abbassarsi nettamente di latitudine).

Perchè succederà tutto questo? Il nucleo gelido si dirigerà verso l'est Europa e allo stesso tempo un'area di alta pressione si andrà formando al di sopra del Polo. E' il segnale che il riscaldamento stratosferico, seppur non particolarmente intenso, sta sortendo i suoi effetti, destabilizzando e soprattutto rallentando la corsa esagerata del Vortice Polare (indice AO previsto in calo nei prossimi giorni). Tuttavia le possibilità che anche parte di tutta quell'aria fredda riesca a spingersi fin verso l'Italia si stanno abbassando nettamente, per via dell'ingerenza troppo marcata della circolazione depressionaria nord-atlantica. Di per se la permanenza del blocco altropressorio in sede polare è un fatto positivo, ma la mancata spinta dell'anticiclone azzorriano verso nord rovinerebbe quella che potrebbe essere una configurazione a dir poco interessante. Da questo punto di vista però attendiamo ancora qualche giorno per sciogliere detinitivamente la prognosi.

Una seconda scaldata, decisamente più consistente, prenderà corpo nel corso della giornata di lunedì 16 gennaio, con interessamento delle zone polari intorno al 19, data in cui si avrà probabilmente il picco del riscaldamento. A questo punto il Vortice Polare potrebbe davvero subire il cosiddetto "colpo di grazia" e andare totalmente in frantumi. Il che dunque aprirebbe nuovi scenari invernali per l'area euro-mediterranea. Ma attenzione ad un aspetto fondamentale, molto fondamentale per comprendere l'esatta dinamica di questa situazione. E' vero che il riscaldamento alla quota stratosferica di 10 hPa gioca un ruolo fondamentale nei futuri comportamenti della bassa pressione polare, ma è anche vero che i tempi di propagazione verso le quote inferiori variano mediamente di circa 10-12 giorni. Il che significa che un riscaldamento a 10 hPa compie circa una decina di giorni per estendersi alle quote inferiori. Va da se pensare dunque che, il periodo da prendere seriamente in considerazione, è quello che ci condurrà alla fine di Gennaio, con gli effetti in Troposfera che dovrebbero presentarsi intorno al 29-30 del mese. E' proprio questo infatti il limite massimo in cui in riscaldamento del 16 gennaio alla 10 hPa dovrebbe propagarsi alla troposfera. Naturalmente gli effetti e le dinamiche andranno successivamente rivalutate nel dettaglio.

Insomma, il Vortice Polare subirà nei prossimi giorni svariati attacchi in strastosfera e delle ripercussioni, seppur minime, inizieranno a farsi vedere nel corso dei prossimi cinque-sei giorni. Solo successivamente scopriremo se entro la fase conclusiva di gennaio un'altra, forte irruzione gelida potrà colpire l'Europa e, perchè no, anche l'Italia.

forte riscaldamento a 10 hpa 240 ore

(Ecco il forte riscaldamento del 19 gennaio. I tempi di propagazione alle quote inferiori variano da 10 a 12 giorni. Possibile arrivo del grande freddo entro fine mese?)

Rinaldo Cilli{jacomment on}

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