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Analisi Meteorologica

“Ipotesi” di nuova neve su Roma tra martedì sera e mercoledì . GFS sforna un minimo barico secondario

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minimo barico secondarioAdesso prende il via il monitoraggio che segue normalmente al passaggio del fronte perturbato primario dell’irruzione fredda.

La struttura depressionaria, che ha portato violentemente l’inverno sullo Stivale, dopo il tragitto sul lato occidentale della Penisola, approccerà prima di lasciare lo scenario del Mediterraneo centrale il sud dell’Italia, per poi portarsi sul lato orientale del nostro Paese, in direzione del Mar Egeo.

Come già accaduto in passato, una volta posizionata in area mediterranea orientale, la struttura ciclonica, con la sua ritornante settentrionale che muove in senso antiorario da est verso ovest, tende a scavalcare abbastanza agevolmente la dorsale appenninica, la quale nel suo tratto meridionale è composta da cime meno elevate e più discontinue rispetto all’Appennino Centrale, gettandosi di nuovo con tutto il suo carico di freddo nelle acque del basso Tirreno.

Dall’incontro dell’aria fredda apportata dalla ritornante ciclonica e le miti termiche marine, può prendere vita per contrasto tra masse d’aria di natura diversa un nuovo minimo barico, che viene detto secondario, proprio perché originato dall’azione di quello principale in allontanamento verso est.

Ed eccola l’ipotesi paventata, farsi forma grafica nell’odierna emissione 12z di GFS.

minimo barico secondario

In condizioni del genere e in un lasso di tempo limitato, il ramo ascendente orientale del minimo barico secondario può apportare condizioni di maltempo nelle regioni esposte alla sua traiettoria e nella fattispecie, in presenza di termiche negative, dare origine a precipitazioni nevose.

Nell’illustrazione a seguire ecco la grafica elaborata da Meteo Giornale in virtù dell’emissione modellistica 12z di GFS, che mostra come precipitazioni nevose siano ancora possibili in gran parte delle regioni italiane affacciate sul Tirreno.

ramo ascendente orientale minimo barico secondario

Trovandoci ancora a oltre tre giorni ( 78 ore ) dall’ipotesi paventata da GFS, sarà bene accogliere con la dovuta cautela l’indicazione che da essa ci viene proposta, avendo cura di monitorare le prossime emissioni del modello americano, sempre passibili di ulteriori aggiustamenti rispetto alle condizioni meteorologiche a venire.

Luciano Serangeli mpi end

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