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Storia dei terremoti in Italia

Quello che ci oscurano, di prevenzione non si parla: serve una scossa alle autorità. Focus

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terremoto2Dopo gli eventi sismici che hanno colpito direttamente l’Emilia Romagna, mettendola di fronte ad una catastrofe nuovamente accentuata dalla mancanza di un piano antisisismico sul territorio, è scattato nuovamente il panico tra la popolazione. Tutte le zone ad alto rischio sismico infatti sono state interessate da una serie di “allarmi” abbastanza privi di fondamento, se non incentrati su vecchie dichiarazioni da parte degli esperti o altre letteralmente manipolate dai media e dal web.

A partire dal Sud Italia per risalire velocemente verso le zone Appenniniche, fino ad arrivare al Friuli pertanto molti hanno deciso di parlare nuovamente di aree che, a detta degli eventi storici e delle mappe relative alla pericolosità sismica dell’Ingv, potranno essere interessate da una forte scossa di terremoto entro i prossimi 10 anni.

Si vive di nuovo con la paura dunque, ogni volta che l’Italia viene interessata da eventi così forti come quelli di Domenica 20 e dello scorso martedì. Per cui ci preme andare a focalizzarci su un tema forse troppo oscurato ultimamente, sul quale tutti dovrebbero soffermarsi. Ovvero quello della prevenzione sismica.

Le autorità governative tacciono in tal senso. E questo forse è il dato più preoccupante del quale possiamo prenderne atto senza poter fare nulla in modo che accada il contrario.

Ci sono punti della nostra Penisola sul quale risiedono abitazioni che, in caso di forte sisma, crollerebbero totalmente, lasciando spazio ad un’ennesima tragedia causata dai fenomeni naturali più pericolosi quali i terremoti.

Diamo risalto a questa intervista fatta pochi giorni fa al Presidente del Consiglio Nazionale Geologi Gian Vito Graziano, che cerca in quale modo di focalizzare le nostre attenzioni sull’importanza della prevenzione sismica in Italia e sull’impossibilità di potersi “arrampicare sugli specchi” tramite la previsione.

“Da noi un terremoto di 6 gradi provoca danni e morti. Non è più possibile. Serve prevenzione. Questa è la strada”.“Ora però – ha proseguito - è il momento del fare. Sul posto a sostegno, fin dal primo sisma, ci sono nostre squadre. Ma sono due le cose da mettere in atto: la prima è intervenire sugli edifici contro il rischio sismico, la seconda è monitorare i terreni e vedere come questi reagiscono all’onda sismica”. “Ribadiamo che non è possibile geologicamente prevenire i terremoti, e in tal senso bisogna disinnescare una volta per per sempre questa polemica. Sui terremoti la strada maestra è la prevenzione sulle strutture”.

Parole Sante che, forse, i media tendono a non mettere alla luce. Dichiarazioni scomode che al Governo non riescono proprio ad arrivare.

C’è una contrapposizione fortissima legata al voler nascondere il problema delle abitazioni in italia che sono fortemente esposte al pericolo crollo in caso di forte sisma, che si incentra sul fatto del voler indirettamente spendere milioni e milioni di soldi solo di fronte all’evento accaduto.

E’ un circolo vizioso, in pratica monetizzare la messa a norma di una molteplicità di edifici che risiedono in questo Paese è un’operazione sulla quale nessuno (destra, sinistra, centro.. quello che volete) vuole mettere mano. Si preferisce sempre rinviare o, ancor più grave, continuare a spendere soldi per ricostruire e togliere mattoni e polvere causati da una violenta scossa.

Insomma, è un accumulo di denaro che potrebbe esser perfettamente risparmiato qualora venisse investito un tot di capitale per prevenire i danni, o quantomeno cercare di ridurli il più possibile.

Sarebbe tedioso andare ad elencare nuovamente quelle che sono le aree in cui risiedono migliaia di abitanti che combattono ogni giorno con la paura di vedersi crollare la casa in pochi secondi. La piana di Catania in primis, per passare poi a tutta la regione della Calabria, virando per l’Irpinia, l’Abruzzo ( non dimentichiamoci di Sulmona ), l’Umbria, la stessa Emilia ed il Friuli.

Non riusciamo tuttavia a trovare una risposta a questa domanda: quando si comincerà a parlare di prevenzione? Qualora venisse in questo momento fatto in modo molto fugace, quand’è che verrà approfondito l’argomento? Quando qualcuno aprirà gli occhi? Forse sarà troppo tardi. Al momento non riesco ad individuare una buona base di partenza.

Brando Trionfera mpi end bis

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