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Vulcanologia

LE GRANDI ERUZIONI DEL PASSATO (Parte 3) : I SUPERVULCANI

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SupervulcanoDopo aver analizzato in precedenza le grandi eruzioni di Krakatoa (VEI 6) e Tambora (VEI 7) avvenute entrambe il Sud-Est asiatico e nel corso dell'Ottocento, andiamo oggi a ripercorrere un'eruzione avvenutta moltissimo tempo addietro e che ci riconduce a un argomento particolare: I SUPERVULCANI.

Siamo sempre nel Sud-est asiatico e precisamente sempre in Indonesia e qui c'è un'enorme lago che nasconde un segreto sul passato terrestre.

Scienziati hanno verificato attraverso complessi studi che vi fu in un periodo del passato un contemporaneo calo delle temperatura globale di circa 5 GRADI CELSIUS e un'aumento vertiginoso in atmosfera di un composto chimico: il solfato.

Questo composto in atmosfera è in gradi di dare la formazione di H2SO4 che è altamente tossico e in grado di distruggere ogni forma di vita se in concentrazioni piuttosto elevate.

Viene quindi da domandarsi come sia possibile che in quel periodo la Terra abbia potuto contenerne un tale quantità. A quale periodo si fa riferimento? A 75mila anni fa.

Quel lago sperduto nel Sud-Est asiatico di cui abbiamo parlato poc'anzi è molto più profondo di un comune lago e anche molto più vasto. Come spiegare questi dettagli?

Il lago in questione, chiamato TOBA, non è altro che il cratere di un gigantesco vulcano che ebbe proprio in quel periodo un' eruzione apocalittica, ben più potente di quella del Tambora e probabilmente una delle più potenti che vi sia mai stata sulla terra. Il vulcano è talmente grande da essere ben visibile dallo spazio e potrebbe essere il risultato di più caldere ravvicinate.

La classficazione di VEI 8 (eruzione mega colossale) infatti non è un caso. L'eruzione durò probabilmente settimane e rilasciò una quantità inimmaginabile di gas e polveri in atmosfera facendo quindi da schermo ai raggi solari e provocando un drastico calo delle temperature. 

Si innescò il  cosiddetto "inverno nucleare" portando la Terra in una nuova glaciazione durata forse qualche migliaia di anni. L'eruzione scaraventò nell'atmosfera addirittura 3mila km cubi di materiale!

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Altri scienziati però sostengono che l'esplosione di Toba sia stata solo "la punta di diamante" per una glaciazione che in realtà era già cominciata prima a causa della modifica di moti millenari terrestri e che l'eruzione servì solo ad accelerrare questo processo.

Ma facciamo un passo indietro: che cos'è un supervulcano?

Innanzitutto non è a forma di montagna come molti immaginano, ma è una depressione, un immenso cratere colassato sottoterra e per questo anche di difficile individuazione. Oggi nel mondo vulcani di questo tipo ne sono stati certificati circa una decina tra cui il più famoso è sicuramente quello presente sotto il parco di Yellowstone in America. Le sue dimensioni sono simili a Toba ( circa 100 km x 30 km).

I tempi di eruzioni di questi vulcani sono lunghissimi , ad esempio Yellowstone erutta in media ogni 600mila anni e l'ultima eruzione probabimente risale a 640mila anni fa. L'ultima eruzione si pensa possa aver ricoperto l'intera America del nord di una spessa coltre di cenere innescando un processo climatico similare a quello di Toba.

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Attività secondaria su Yellowstone.

Questo quindi non può far escludere una ripresa più o meno intensa dell'attività in un futuro più o meno lontano.

Questo tipo di vulcano è di recente scoperta ed alcuni scienziati sostengono che un'eruzione di un vulcano di questa portata possa sprigionare una quantità di energia pari all'impatto della Terra con una cometa o un'asteroide.

Gli scienziati hanno individuato in particolare altri 2 vulcani di questo tipo nel mondo: uno si trova in California e si tratta della Long Valley Caldera, l'altro in Italia vicino Napoli, ossia i Campi Flegrei.

Per quello che riguarda i Campi Flegrei( circa 10km x 15 ma forse comprende un'area più vasta), la caldera presente sotto questi si è formata a seguito di due gigantesche eruzioni esplosive avvenute 36mila e 14mila anni fa.

La più antica è nota come eruzione del Tufo grigio campano, un'eruzione che provocò l'espulsione di circa 100-150 km cubi di magma. La seconda ha emesso una quantità inferiore di magma , circa 25 km cubi.

Una proiezione di scienziati che hanno simulato una futura esplosione di Yellowstone hanno messo in evidenza come questa possa essere più potente di circa 1000 volte rispetto all'eruzione del St.Helens nel 1980.

Quali sono i segnali che ci indicano come questi vulcani (Yellowstone e Campi Flegrei) siano ancora "vivi"?

Le aree sono interessante da attività di vulcanesimo secondario come geyser e sorgenti termali(Yellowstone)generati probabilmente da un punto caldo stazionario sopra il quale la placca nord-americana slitta da Nord-Ovest verso Sud-Est. A Napoli invece si assiste a  un fenomeno particolare oltre a quelli già citati: il bradisismo.

Questo fenomeno, caratterizzato da un progressivo abbassamento e rialzo del suolo certifica come al di sotto di questo vi sia la presenza di una grossa camera magmatica che respira, come "un gigante che dorme".

Ora sono circa 500 anni che i Campi Flegrei sono in quiescenza e attualmente la loro attività è stabile quindi non vi è nessun segnale precursore in grado di far pensare a un'imminente eruzione , ma con tutta probabilità possiamo affermare che una futura eruzione ci sarà e potrebbe avvenire tra 100 anni come tra 1000. In ogni caso l'INGV monitora costantemente il vulcano.

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Solfatara a Napoli riconducibile ai Campi Flegrei.

Questo articolo non ha nessun scopo di allarmismo ma solo scopo didattico al fine di far conoscere un argomento abbastanza sconosciuto a molti. Infatti eruzioni di questo tipo sono più uniche che rare nel nostro pianeta.

Luca De Feo{jacomment on}

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