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Vulcanologia

Messico, la terra di vulcani attivi in costante monitoraggio. FOTO

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Colate laviche scendono lungo la parete sud del colosso ad una temperatura di 900 °C.

Colima 1Il 30 settembre 2016, il Colima, il vulcano più attivo del Messico è diventato inquieto ancora una volta.

La lava si è rovesciata oltre il fianchi della montagna e numerosi piccoli flussi piroclastici caldi e gas sulfurei sono fuoriusciti dal cratere. Nei giorni successivi un pennacchio di cenere che è salito a 2.000 metri di altezza è stato visibile a 30 chilometri di distanza. Come misura di prevenzione, le autorità locali hanno evacuato circa 350 persone provenienti da diversi villaggi ad ovest-nord-ovest del vulcano.

Gli scienziati della Universidad de Colima continuano a monitorare il vulcano. Se l'eruzione peggiora, devono essere presi ulteriori misure di sicurezza necessari come: l'evacuazione di più villaggi e città e la chiusura degli aeroporti. Il Messico è una terra di vulcani. Le rocce vulcaniche coprono 1/3 del suo territorio, e 16 vulcani sono considerati attualmente attivi nel Paese, nel senso che sono eruttati per un po' di tempo negli ultimi 10.000 anni.

Questa è una cifra relativamente piccola rispetto al numero totale dei vulcani del Paese ma significativa in termini di popolazione a rischio. I Paesi con un maggior numero di vulcani nel loro territorio, comprendono Indonesia, Giappone e Cile. E in quei luoghi, caratteristiche geodinamiche, come un tasso più veloce di subduzione, ossia il ritmo con cui le placche tettoniche si stanno muovendo, rende i vulcani inclini ad eruttare più spesso, con piccole eruzioni e con maggiore frequenza.

Nel caso del Messico, invece, i vulcani hanno periodi di più riposo ma una volta che si svegliano possono essere molto rischiosi. Oggi in Messico, solo il Popocatépetl e il Colima sono attivamente in eruzione. Volcan de Fuego de Colima  come è talvolta chiamato, è attualmente il vulcano più attivo del Paese. Nel corso degli ultimi 500 anni,  ha avuto frequente attività eruttiva minore, con più di 30 eruzioni esplosive, le più importanti che si sono verificati negli anni: 1585, 1606, 1622, 1690, 1818, 1869, 1890, 1903, e il 1913.

Nel 1991, una cupola di lava è cresciuta ed è crollata, producendo diverse valanghe di materiale incandescente che i geologi chiamano flussi piroclastici. Nel 1998, l'attività effusiva ha portato ad una forte attività esplosiva con 9 km di alte colonne eruttive, cadute di cenere che si sono propagate per quasi 30 km dalla bocca e grandi flussi piroclastici in un raggio di 15 km.

Poi, nel luglio 2015 il Colima ha iniziato nuovamente a mostrare segni di attività eruttiva, con produzione di cupole di lava e flussi che si sono rovesciati sul fianco della montagna. Queasta è stata forse la sua più forte attività dal 1913. Quest'ultim fase eruttiva non è finita e la situazione di oggi  è simile al modello di precedenti grandi eruzioni nel 1818 e nel 1913.

Negli ultimi anni, la popolazione che vive nei pressi del vulcano Colima è cresciuta in modo esponenziale a causa della crescita economica negli stati Colima e Jalisco. Nelle sue vicinanze, ci sono almeno 28 villaggi e città che attraversano entrambi gli stati. Le città più importanti sono Quesería, Ciudad Guzmán, Tuxpan, Villa de Alvarez, Comala, Cuauhtémoc, e la città capitale Colima . Se l'eruzione di Colima dovesse peggiorare potrebbe avere un impatto su circa 700.000 persone.

Oltre ai possibili effetti dell'attività eruttiva nella vita locale, l'attività vulcanica di Colima ha un impatto significativo sulle infrastrutture di viaggio del Messico. Un importante autostrada che collega le città di Guadalajara e Colima corre vicino alla base del vulcano e entrambi gli aeroporti Colima e Manzanillo si trovano nelle vicinanze.

L'attività di Colima è monitorata dall'Observatorio Volcanológico de la Universidad de Colima. Utilizzando stazioni sismiche dispiegate intorno al vulcano (Red Sismológica de Colima, o RESCO), gli scienziati utilizzano i dati sismologici, geodetici, di monitoraggio geochimico e visivo per cercare di capire e prevedere quello che sta accadendo all'interno del vulcano.

In particolare, in tempo reale è monitorata l'attività sismica. Il monitoraggio geodetico, a volte chiamato deformazione vulcanica, utilizza inclinometri installati presso il vulcano e la misurazione periodica dei parametri di riferimento geodetici  per prevedere il comportamento in futuro.

La misurazione della concentrazione di  gas che fuoriescono durante l'esolosione serve a diagnosticare quali processi si verificano in profondità all'interno del Colima e di qualsiasi altro vulcano. Con il monitoraggio geochimico, gli scienziati raccolgono dei campioni nella  acque sorgive vicine e fumarole, ossia le aperture nella superficie della terra in cui i gas emergono, quando le condizioni lo consentono, per capire la composizione chimica, misurare l'anidride carbonica e  determinare il biossido di zolfo (SO₂) e il  tasso di emissione.

Grazie alla recente attività del Colima, i vulcanologi dalla Universidad Nacional Autónoma de México ora hanno unito i dati raccolti  dai colleghi dell'Università di Colima per misurare le emissioni SO₂  fornendo tecniche di telerilevamento, come un sistema DOAS e una fotocamera UV.


Con questa recente eruzione, il Colima ha unito le fila del più noto vulcano Popocatépetl, che è  in eruzione intermittente dal 21 dicembre 1994. Lì, l'attività iniziale è stata un'esplosione che ha cancellato il sistema condotto del vulcano, che ha continuato, nel 1995, ma senza far fuoriuscire nuovo materiale magmatico.

Dopo un periodo tranquillo tra l'agosto 1995 e il marzo 1996, Popo ha iniziato a eruttare in modo esplosivo di nuovo ai primi di marzo 1996 e, nello stesso mese, sono stati osservate le prime cupole di lava all'interno dell'immenso cratere del vulcano. A quel tempo, il cratere era quasi un  di diametro e quasi da 200 a 400 metri di profondità.

Dal 1996, il Popo ha continuato a sperimentare eventi esplosivi che hanno spazzato via le cupole di lava formatesi all'interno del cratere. Finora, circa 60 cupole di lava si sono formate all'interno del cratere e poi distrutte dalle eruzioni esplosive del vulcano. Questo fa parte del normale processo di costruzione-distruzione di un vulcano attivo.

Eppure, alcune di queste attività esplosive sono state così forti che le autorità della protezione civile hanno evacuato le comunità più vicini al cratere, tra cui Santiago e San Pedro Xalitzintla Nexapa, entrambi i quali si trovano a circa 11 chilometri di distanza. Il raggio di pericolo per il Popo è generalmente considerato fino a 8 chilometri, quindi queste evacuazioni sono state finora cautelative.

Eppure, il Popo ha fatto qualche danno: nel 1997 l'aeroporto di Città del Messico, che è il secondo aeroporto più trafficato dell'America Latina e oggi serve circa 38 milioni di passeggeri l'anno, è stato chiuso per ore perché le ceneri del vulcano avevano raggiunto le strutture. Nel 2013, l'aeroporto nella vicina città di Puebla è stata chiuso a causa di cadute di cenere del Popo.

Mentre la situazione attuale con il Colima rimane dinamica, il suo impatto sulla gente del posto, i viaggiatori e la storia vulcanica del Messico resta da vedere.

Ecco alcuni splendidi scatti dei fotografi Jose Alberto Rivera e Joel Esparza che mostrano la spettacolare attività eruttiva del Colima.

Colima 1

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Colima 3

Colima 4

Colima 5

Colima 6

Colima 7

Colima 8

Ali Dorate

 

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