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Vulcanologia

Tutto quello che c'è da sapere sui vulcani (parte 6): SUPERVULCANI

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Ecco forse il tema più oscuro di questa materia: i supervulcani.

untitledCome si è arrivati a questa scoperta? E’ il risultato di più studi condotti da diversi team di scienziati che hanno permesso di arrivare a questa conclusione. Siamo nell’Estate del 1988 nei ghiacci delle Groenlandia e un team di scienziati sta studiando su queste deserte distese i cambiamenti dell’atmosfera terrestre nel corso dei millenni. E’ un luogo ideale poiché la stratificazione dei ghiacci conserva informazioni sull’atmosfera terrestre fino a 200 mila anni fa. Analizzando i vari blocchi di ghiaccio dalla superficie in profondità, gli scienziati hanno notato come per lunghi tratti storici i composti in atmosfera siano rimasti piuttosto invariati.

Poi una scoperta scioccante: nella porzione di ghiaccio che contiene le informazioni relative a 75 mila anni fa, trovano un fortissimo aumento di un composto chimico: il solfato (SO42-), quaranta volte oltre il normale. Una tale quantità di solfato nell’atmosfera è in grado di portare a una reazione chimica con  l’Idrogeno presente formando così H2SO4 ben noto come acido solforico. L’acido solforico è così tossico da essere in grado di corrodere il metallo e distruggere ogni forma di vita; come è possibile quindi che ce ne sia stata una tale quantità?

Contemporaneamente un secondo team di scienziati studia il cambiamento di temperature e di ossigeno negli oceani nel corso dei millenni. Per condurre questo studio analizzano piccolissimi protozoi marini, chiamati foraminiferi i cui gusci conservano informazioni antichissime. Anche loro individuano un qualcosa di interessante: nel giro di poche migliaia di anni le temperature degli oceani sarebbero calate di ben 5 gradi celsius, un calo piuttosto importante se si pensa che normalmente avverrebbe nel giro di centinaia di migliaia di anni. Anche qui la data di questo repentino calo termico coincide con quella dei precedenti studi. Gli scienziati sono quindi arrivati alla conclusione che solo un vulcano sarebbe stato in grado di provocare un tale sconvolgimento. Ma non un vulcano qualunque come quelli che conosciamo, un vulcano di dimensioni immani e con una quantità di zolfo di almeno 100 volte superiore al normale.

Un’altra incredibile coincidenza prova che sono sulla strada giusta: un terzo team di scienziati sta studiando le ceneri vulcaniche. La cenere conserva informazioni chimiche antichissime dalle quali è possibile risalire al periodo dell’eruzione e alla provenienza stessa. Analizzando le ceneri ritrovate in Arabia e in Cina osservano che queste hanno le stesse caratteristiche chimiche e che quindi probabilmente sono il risultato della stessa eruzione, eruzione di potenza incredibile e in grado di ricoprire di lapilli e ceneri un’area di migliaia di km2. Un’ eruzione in grado di cambiare il volto del pianeta; ma da dove scaturì quindi tale potenza?

Dopo numerose ricerche, hanno trovato l’insolito vulcano. Si tratta del lago Toba situato a Sumatra, in Indonesia. Tale lago è diverso da tutti gli altri, in quanto è molto più profondo e grande, talmente vasto da essere visibile dallo spazio. Il lago stesso è il cratere di un vulcano talmente grande da essere chiamato supervulcano.

E’ una delle recenti scoperte nel campo della vulcanologia, il supervulcano è un enorme bacino eruttivo, un’immensa depressione collassata sottoterra e per questo anche di difficile individuazione. Si forma quando a causa di una supereruzione la camera magmatica profonda si svuota, le rocce sovrastanti collassano nella camera magmatica e in superficie si forma questa depressione chiamata, come abbiamo già visto, caldera.   E’ probabile sia il risultato di più crateri ravvicinati, a formare un complesso sistema vulcanico e dalla potenza inimmaginabile.

Oggi sul nostro pianeta ne sono stati individuati una decina tra cui il più famoso e temibile è Yellowstone, situato sotto il parco americano. Le dimensioni di Yellowstone sono ragguardevoli: si stima sia lungo 100 km, largo 30 km e che si trovi a 8 km di profondità. Le sue dimensioni sono simili a quelle di Toba(visibile anche dallo spazio), il supervulcano che esplose 75 mila anni fa portando probabilmente l’umanità sull’orlo dell’estinzione a causa di un calo della temperatura globale di quasi 5 gradi Celsius. Il calo della temperatura è stato probabilmente dovuto all’enorme quantità di materiale proiettato in atmosfera che fece da schermo ai raggi solari. L'eruzione scaraventò nell'atmosfera addirittura 3.000 km3 di materiale!

I tempi di ritorno di tali eruzioni sono lunghissimi: ad esempio Yellowstone erutta in media ogni 600 mila anni ma tali eruzioni sono catastrofiche, in grado di sprigionare un’ energia pari a quella dell’impatto della Terra con una cometa o un asteroide. Addirittura l’ultima eruzione di Yellowstone avrebbe ricoperto di una spessa coltre di cenere tutta l’America settentrionale!

Oggi tali vulcani sono in quiescenza ma segnali di vulcanesimo secondario quali geyser,fumarole e solfatare ci indicano che l’attività sotto tali vulcani è ancora viva.

PARTE 7: PREVENZIONE VULCANICA

Vista dall'alto del lago Toba.

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Luca De Feo mpi end

 

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