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Moria di PESCI nel Ferrarese: le note dell'Arpa e della Provincia

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Moria di pesci nel Ferrarese: l'Arpa e la Provincia si giustificano così...


gemmatrisGiorni fa ci occupammo della strana moria di pesci e molluschi sul litorale di Porto Garibaldi, nel Ferrarese, in seguito alla segnalazione della nostra lettrice Gemma Bonzi la quale, molto cortesemente, ci fornì foto esclusive.

In seguito al nostro articolo, con ogni probabilità, si sollevò un cosiddetto "polverone" mediatico incoraggiato, senza ombra di dubbio, dalla simultanea protesta di altri cittadini infastiditi dalla menzionata notizia.

Ed ecco che le Autorità, incalzate dalle proteste dei villeggianti e dei turisti, hanno finalmente emesso una serie di comunicati che "giustificano" la moria di pesci e molluschi.

Secondo l'ARPA Emilia Romagna le condizioni che hanno generato tale fenomeno sono:

- continui apporti di acqua dolce in particolare dal Po che hanno innescato condizioni eutrofiche delle acque (crescita di micro e macroalghe, queste ultime particolarmente in aree protette da barriere frangiflutti con scarso idrodinamismo);

- l’area interessata è più sensibile ai fenomeni eutrofici perché è direttamente investita dagli apporti del Po e presenta uno scarso idrodinamismo che non facilita il miscelamento/diluizione delle acque;

- persistenza di condizioni di mare calmo;

- marcato innalzamento delle temperature delle acque, con valori in superficie prossimi ai 30°C e superamento dei valori medi stagionali di 3 - 4°C su tutta la colonna;

- conseguente formazione di vaste aree ipossiche/anossiche (carenza/assenza di ossigeno disciolto) negli strati di fondo rilevati nelle ultime 2 settimane (vedere mappe dell’ossigeno disciolto contenute Bollettini n. 17 e 18 presenti in questo sito alla pagina archivio bollettini);

- la carenza di ossigeno ha conseguentemente creato condizioni non idonee alla vita degli organismi che vivono a stretto contatto dei fondali causando soffocamento e conseguente moria), ad esempio i pesci (sogliole, paganelli, ecc..) e i molluschi (vongole, cannolicchi, ecc..), nel ravennate anche razze;

- nel pomeriggio/sera di lunedì 29/07 sono spirati venti da terra (Libeccio, Garbino) che hanno creato un fenomeno di upwelling, (spostamento delle masse d’acqua superficiali verso il largo) richiamando sotto costa le acque di fondo maleodoranti e con esse anche gli organismi morti o agonizzanti;

- tale condizione critica può favorevolmente essere risolta da una forte mareggiata.

Sempre l'ARPA afferma che tale fenomeno non deriva da apporti di sostanze inquinanti nelle acque di mare, è un fenomeno conosciuto come conseguenza di eventi eutrofici, problematica ambientale della costa emiliano-romagnola che negli ultimi anni aveva segnato un trend in miglioramento. E’ importante ricordare che le stesse condizioni eutrofiche sono il fulcro per avere un’area produttiva per pesca e molluschicoltura.

Anche il Settore Ambiente ed Agricoltura della Provincia di Ferrara con un comunicato stampa ha spiegato le cause ipotizzate per la moria dei pesci e l'acqua del mare "rossa" sul litorale comacchiese:

"La moria di pesci e molluschi avvenuta recentemente su alcuni tratti del litorale ferrarese è un fenomeno già accaduto circa quindici giorni fa in laguna di Venezia, con rilevante epidemia di pesce giunto fino nel Canal Grande, successivamente nella Valle di Gorino e poi in vari punti della costa ferrarese (Lidi di Volano, Nazioni, Pomposa e Scacchi) e ravennate, a Casal Borsetti. Tali morie sono causate dalle crisi anossiche (totale assenza di ossigeno disciolto nella colonna d’acqua) e quindi da condizioni non idonee alla vita degli organismi che vivono a stretto contatto dei fondali. L’anossia delle acque è stata rilevata anche dalla rete di monitoraggio che gestisce la Provincia di Ferrara, nella stazione di monitoraggio in mare al termine della diga foranea di Porto Garibaldi, e in Sacca, nelle varie stazioni dove l’ossigeno, soprattutto durante la notte e le prime ore del mattino, raggiunge valori prossimi allo zero e le temperature dell’acqua hanno raggiunto i 33 gradi centigradi in laguna e i 30,5 in mare. Causa principale è il particolare andamento meteorologico della scorsa primavera ed inizio estate, con abbondanti precipitazioni prima (con significativi apporti di nutrienti) e caldo anomalo poi. Fattori che hanno prodotto condizioni eutrofiche con produzioni di biomassa abbondanti (alghe e fitoplancton) e successivamente condizioni distrofiche, dovute alle alte temperature e ridotto idrodinamismo, che portano alla decomposizione degli organismi vegetali, con il conseguente consumo della maggior parte di ossigeno presente nell’acqua. I fenomeni sono principalmente localizzati in aree a ridotto idrodinamismo (scarsa circolazione delle acque): ad esempio in Sacca di Goro, in particolare nella Valle di Gorino, dove per cercare di limitare e ridurre il fenomeno la Provincia ha attivato 10 pompe, tuttora in funzione, per indurre una circolazione forzata e impedire che l’acqua anossica generata venga spostata verso le aree produttive della laguna, nelle aree retrostanti le scogliere, lungo il litorale e a Casal Borsetti. Pertanto i fenomeni che stanno accadendo sono di origine naturale e non riconducibili a problemi di inquinamento".

Per cercare di ridurre il problema occorrerebbe limitare il fenomeno dell’eutrofizzazione delle acque costiere – aggiunge la dirigente del settore Ambiente ed Agricoltura della Provincia, Paola Magri - che significa limitare il consistente apporto di nutrienti che derivano dall’intero bacino del Fiume Po”.

Non intendiamo aggiungere altro ai comunicati ufficiali degli organi preposti, sperando che le cause della moria di pesci e molluschi siano effettivamente del tutto "naturali".


Angelo Ruggieri

 

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