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Astronomia

Oceani sotterranei sotto la luna di Caronte?

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Sotto la luna di Caronte potrebbero nascondersi oceani sotterranei

caronteSecondo un nuovo studio della NASA, le crepe nella superficie ghiacciata della luna di Plutone, Caronte, possano rivelare se all'interno la temperatura potrebbe essersi conservata abbastanza elevata da mantenere l'acqua allo stato liquido.

Plutone è un mondo molto lontano, si trova all'estrema periferia del sistema solare. Si stima che la sua temperatura superficiale si aggiri sui 380 gradi sotto lo zero Fahrenheit ( attorno ai -229 ° C ). Il suo ambiente è troppo freddo per permettere acqua liquida sulla sua superficie. Le lune di Plutone sono nello stesso ambiente gelido.

Nel luglio 2015, la sonda New Horizons della NASA sarà la prima a visitare Plutone e Caronte, e potrà fornire informazioni più dettagliate.

" Il nostro modello indica diversi tipi di fratture sulla superficie di Caronte, e a seconda dello spessore del ghiaccio della struttura interna della luna,  facilmente si deforma ", ha spiegato Alyssa Rhoden, del Goddard Space Flight Center della Nasa in Maryland.

"Comparando questi modelli ai dati reali che la sonda invierà, sarà possibile comprendere se Caronte avrebbe potuto avere un oceano sotterraneo nel suo passato".

Alcune lune attorno ai pianeti giganti gassosi del sistema solare esterno, come Europa ed Encelado, presentano delle fratture in superficie, effetto delle maree prodotte dalle forze gravitazionali alle quali sono sottoposti da parte dei loro giganteschi pianeti ospiti e delle altre lune.

caronte

Mosaico di immagini che mostrano crepe nella luna Encelado di Saturno scattate dalla sonda Cassini durante il suo passaggio ravvicinato il 9 marzo e il 14 Luglio 2005 Image credit:. NASA / JPL / Space Science Institute


Gli scienziati pensano anche che sotto quei chilometri di ghiaccio esistano distese di acqua che si mantengono tali grazie al calore interno. Ciò potrebbe essere accaduto anche su Caronte, l'attrazione gravitazionale potrebbe aver creato intense maree che hanno spaccato lo strato di ghiaccio superficiale.

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Due viste della luna Europa di Giove riprese dalla missione Galileo della NASA . L'immagine a sinistra mostra l'approssimativo aspetto del colore naturale di Europa. L'immagine a destra è un composito di falsi colori del viola, verde e immagini a infrarossi che permettono di migliorare le differenze di colore in prevalenza della crosta di ghiaccio d'acqua di Europa. Image credit: NASA / JPL / DLR

La luna di Caronte è insolitamente massiccia rispetto al suo pianeta, ha infatti un diametro che è circa la metà di quello di Plutone ed una massa pari ad un ottavo, un record nel Sistema Solare. Probabilmente il satellite si è formato in seguito ad un impatto che ha espulso materiale dalla superficie del pianeta nano e, col passare di milioni di anni, esso si è consolidato dando forma alle varie lune, inclusa Caronte.

"A seconda di come si è esattamente evoluta la sua orbita, in particolare se ha attraversato una fase di elevata eccentricità, allora ci può essere stato abbastanza calore prodotto dalle maree in grado di mantenere liquida l'acqua al di sotto della crosta congelata per un certo periodo", sostiene la Rhoden.

" Utilizzando dei plausibili modelli di struttura interna che includono la presenza di un oceano, abbiamo trovato che non ci sarebbe voluta un'eccentricità eccessiva, meno dello 0,01 per cento,per generare delle fratture simili a quelle che vediamo su Europa."

 E' ancora tutto da verificare se gli oceani nascosti di Caronte, Europa ed Encelado abbiano mai avuto le condizioni necessarie per permettere alla vita di svilupparsi. 

Questa ricerca è stata finanziata dal NASA Goddard Space Flight Center, amministrato dall'Oak Ridge Associated Universities.

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Questa è una vista ravvicinata delle fratture su Encelado scattate da Cassini durante il suo flyby del 21 novembre 2009. L'area, di circa 504 chilometri (313 miglia) in tutto, si concentra sul solco Baghdad, una frattura nella regione polare sud. Image credit: NASA / JPL / SSI

Ali Dorate

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