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Parchi naturali e aree di interesse paesaggistico

Riviera di Ulisse: il Parco regionale di Gianola e Monte di Scauri. Tutti i DETTAGLI

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Riviera di Ulisse: il Parco regionale di Gianola Monte di Scauri.

gianolaporticcioloTra gli scorci più suggestivi del Golfo di Gaeta, poco noto ai più per la sua estensione limitata ma di notevole valore ambientale e fascino naturalistico c'è il Parco Regionale di Gianola e Monte di Scauri, inserito nel gruppo di parchi denominati della "Riviera di Ulisse", secondo la leggenda che vuole che l'eroe omerico sia sbarcato proprio qui nel suo pellegrinaggio verso Itaca.

Il Parco è accessibile dalla città di Formia in località Gianola.

Sorto nel 1987 tra i Comuni di Minturno e di Formia, il Parco si sviluppa su un rilievo collinare calcareo di un'incontaminata bellezza senza tempo, con il mare adagiato ai propri piedi che contribuisce a creare, insieme alla flora e al clima, un intreccio particolare di profumi e suoni mediterranei unico nel suo genere.

Alla sorpresa di una natura delicata e selvaggia allo stesso tempo si aggiunge il fascino della scoperta di antichi reperti archeologici, in un fondersi che rende il luogo veramente unico nel suo genere. Tra il verde intenso della caratteristica macchia mediterranea, si scorgono i resti della villa del Cavaliere Mamurra (I sec. a.C.), di un ninfeo a pianta ottagonale detto "Tempio di Giano", di un sistema ingegnoso di bacini idrici, fontane e cisterne, di un sistema di scale che degradano verso il mare.

UBICAZIONE E CLIMA

Il parco sorge al livello dell'ultimo promontorio meridionale del Lazio, costituito da un rilievo collinare, con quote attorno ai 40 metri sul livello del mare, adiacente al più vasto rilievo del Monte di Scauri, di 123 m.s.l.m. a pochi chilometri dalla regione Campania tra i Comuni di Formia e Minturno, in provincia di Latina.

L'area del Parco è situata alla base dei contrafforti dei Monti Aurunci, e guarda da un lato al monte Petrella, alto 1533m.s.l.m., e dall'altro al golfo, dove ben visibile si staglia la sagoma del promontorio di Gaeta verso ovest e le isole campane verso sud. Proprio per a sua posizione sul mare, e protetta dalle montagne a nord, il parco gode di un clima particolarmente mite, di tipo decisamente mediterraneo, che ne consente la frequentazione durante tutte le stagioni dell'anno. La pluviometria è più elevata rispetto alle altre zone costiere del Lazio grazie alla presenza dei monti immediatamente nell'interno, e ciò rende il Parco particolarmente umido e straordinariamente ricco di vegetazione.

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GEOLOGIA

Il Parco di Gianola e Monte di Scauri rappresenta la porzione più meridionale, prospiciente la costa, dei rilievi calcarei mesozoici dei Monti Aurunci, che ne rappresentano la struttura di base. Le rocce affioranti sul promontorio sono di origine sedimentaria e sono costituite da conglomerati a ciottoli eterogenei con cemento di natura calcarea, associati a episodi sabbiosi, limosi e argillosi (Pleistocene-Pliocene) che rappresentano l'ossatura principale del promontorio. L'acqua crea, con il suo potere di sciogliere e depositare il carbonato di calcio, una serie di forme superficiali ed all'interno delle rocce carbonatiche di tutto il Parco costituite da piccoli e grandi solchi, buchi e tasche, grotte e cristallizzazioni. Le forme di erosione superficiale sono visibili ovunque camminando per il Parco, mentre quelle di cristallizzazione sono sorprendenti nelle grotte come nella cisterna delle 36 Colonne.

Nella zona costiera verso l'abitato di Formia affiorano invece dei depositi di natura prevalentemente sabbiosa. Verso l'interno e fino alla SS. Appia affiorano coperture eluviali recenti, depositi di colmamento di depressioni in aree carsiche da parte dei prodotti eruttivi provenienti dall'apparato vulcanico di Roccamonfina, e tufi pedogenizzati. Pertanto le litologie affiorant hanno prevalentemente due origini: da una parte rappresentano il prodotto dell'azione di smantellamento di rilievi calcarei già emersi (Cretacico-Miocene), e dall'altra risultano legati all'azione distensiva che ha interessato l'intera costa laziale, all'epoca della formazione dell'apparato vulcanico di Roccamonfina (Miocene-Pliocene).

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FLORA

Il territorio del Parco presenta al suo interno una notevole ricchezza di specie vegetali. La forma di vegetazione predominante è costituita dalla macchia mediterranea, alternata nelle aree meno esposte al vento marittimo a vera e propria foresta, mentre in quelle più esposte a pascolo arborato; più spesso la sua fisionomia si avvicina a quella di un cespuglietto, la macchia bassa, in seguito alle trasformazioni indotte da secoli di incendio e pascolo.

La specie arborea prevalente è la quercia da sughero (Quercus Suber), pianta sempreverde, che ricopre totalmente il versante nord del Parco, fino a raggiungere il litorale. Altre querce presenti in loco sono il leccio (Quercus Ilex) e la roverella (Quercus Pubescens). Il sottobosco è costituito da specie mediterranee sempre verdi come l'erica arborea, il corbezzolo (Arbutus Unedo) e liane come lo stracciabrache (Smilax Aspera) e il caprifoglio (Lonicera Implexa). La macchia bassa è popolata principalmente da mirto (Myrtus Communis), lentisco (Pistacia Ientiscus), fillirea (Phillyrea Iatifolia), erica (Erica Multifora), alcune specie di ginestre e di cisti.Talvolta si incontrano esemplari isolati di carrubo (Ceratonia Siliqua) e sul versante sud orientale è possibile ammirare magnifici esemplari di pino d'Aleppo (Pinus Halepensis).

Sulle rupi a mare, esposte agli spruzzi salmastri domina il finocchio di mare (Crithmum Faritimum), pianta aromatica un tempo presente nell'alimentazione dei pescatori. Tra le specie a fioritura vistosa si possono trovare, nelle varie stagioni: asfodeli, ciclamini e giaggioli. Interessante è la presenza di numerose specie di orchidee spontanee tra cui la rara Spirantes Spiralis, così chiamata per l'andamento elicoidale dello scapo, e la delicata Ophrys Holoserica.

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FAUNA

Grazie alla posizione geografica, in posizione protetta lungo la costa tirrenica, l'area rappresenta un importante luogo di rifugio per l'avifauna migratoria. La fauna che popola l'ambiente è inoltre quella tipica di ambienti in cui si alternano boschi a macchia e pascolo mediterraneo. L'ambiente costiero è frequentato prevalentemente da uccelli marini come il gabbiano comune, il gabbiano reale ed il cormorano; durante le forti mareggiate si possono osservare anche la berta maggiore e la berta minore.

Durante le migrazioni si incontrano le più svariate specie di uccelli: falconiformi, aironi, anatre e numerose specie di trampolieri come la beccaccia di mare, il piovanello tridattilo ed il voltapietre. La costa rocciosa del Parco ospita specie rupicole come il rondone ed il piccione selvatico.

Un raro e particolare abitante dell'area di Gianola è la tartaruga comune. La fauna di ambiente terrestre può essere suddivisa tra quella della fitta sughereta e quella dei prati ad ampelodesma; entrambi ospitano comunque le più svariate specie migratrici. Nella sughereta incontriamo specie boschive come l'allocco, l'upupa, il torcicollo, la capinera, la cinciallegra e la cinciarella e silvidi tipici della macchia mediterranea come l'occhiocotto e la sterpazzolina. I prati ospitano fringuelli, verzellini, verdoni, passeri e zigoli. I mammiferi del parco di Gianola sono rappresentati dal riccio, dalla volpe, dalla donnola oltre a numerose specie di micro-mammiferi roditori, come l'arvicola e il topo selvatico, ed insettivori come il toporagno. Tra i rettili si trovano il ramarro, la testuggine comune, e varie specie di lucertole e di serpenti quali il biacco e la biscia.

ECOSISTEMA MARINO

Il tratto di costa antistante l'area protetta è caratterizzato da fondali sia rocciosi che sabbiosi. Nella zona immediatamente al di sopra della battigia sono diffuse soprattutto colonie di gasteropodi e di piccoli crostacei fra cui il granchio corridore, il tratto di fondale alternativamente scoperto e sommerso dalle maree è popolato di alghe verdi (Codium vermicolara) ed alghe brune (Padina pavonia). Fra i pesci che frequentano l'ambiente di scogliera si ritrovano Labridi e Serranidi (triglie e perchie), i Blennidi (bavose), gli Spandi (saraghi, salpe). Sui fondali sabbiosi si estendono le praterie di Posidonia (Cymodocea nodosa).

Qui trova rifugio una ricca fauna e in particolare il cavalluccio marino che si ancora con la coda ai fusti di Posidonia. Un tratto di costa ove questi habitat sono particolarmente rappresentati è stato protetto con l'istituzione di un'Oasi Blu, promossa e gestita dal W.W.F.

GROTTA AZZURRA

Così chiamata perché i colori dell'acqua marina si riflettono sulle pareti. Si può raggiungere sia dalla spiaggia dei sassolini che da Monte d'Oro continuando a seguire la leggera traccia di sentiero che dalla Torre di Scauri scende verso il mare.

OASI BLU

L'Oasi, con un'estensione di circa 5 ettari, si estende sul tratto di mare antistante il Parco di Gianola e Monte di Scauri, nel cuore del parco: raggiunge i sei metri di profondità; la costa è a scogliera con una piccola spiaggia a ciottoli e con fondali anche sabbiosi. L'Oasi Blu comprende una piccola insenatura, che la tradizione identifica come Porto Cofenegliu, dove anche l'ambiente marino è protetto grazie ad una concessione demaniale data dal WWF. La vegetazione della costa è quella tipica della macchia mediterranea con abbondanza di fillirea, cisto marittimo, mirto e lentisco, e presenza di specie pioniere che riescono a colonizzare anche gli ambienti più ostili, come quelli caratterizzati da un alto tasso di salsedine.

Sui fondali si trovano alghe coralline ed alghe verdi. Numerosi sono gli uccelli marini che si possono avvistare: gabbiani, beccacce di mare, il cormorano ed il piccolo piro piro. Nelle acque nuotano triglie, cerchie, salpe, saraghi, occhiate oltre al cavalluccio marino, simbolo dell'Oasi. Per il suo essere un ambiente marino protetto costituisce un laboratorio vivente di parecchie specie del Mar Mediterraneo (è presente anche una vasca per le tartarughe). E' possibile praticare il seawatching, nuoto pinnato di superficie lungo un sentiero subacqueo alla scoperta degli ambienti più belli dei fondali marini.

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Per scoprire i sentieri più belli, naturalistici e archeologici, consultate il sito http://www.parcodigianola.it/, che si ringrazia per le fotografie fornite.

Marco Iannucci

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