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Didattica generale

Il nomogramma di Herlofson (PARTE 4)

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L'utilizzo del nomogramma di Herlofson 

okOggi, concluderemo lo studio del nomogramma con il calcolo dell'umidità relativa. Per farlo, ripartiremo da uno dei grafici che abbiamo già avuto modo di osservare nei giorni precedenti.

 Il calcolo di Use e Uss sul nomogramma non è poi così complesso, infatti per trovare il valore della isoigrometrica basta leggere il valore passante per i punti dati.

Per l'umidità, si tenga presente che per i punti P/T passano le igrometriche rappresentative della Uss, mentre per P e Td quelle della Use.

Per calcolare Ur (umidità relativa), basta eseguire il rapporto Use/Uss e moltiplicare il tutto x 100. La rappresentazione sul grafico, la troviamo sulla parte sinistra del nomogramma. 

ok

I primi elementi essenziali che si trovano nel grafico sono: i venti e le nubi. (Grafico elaborato da Meteolab)

Venti: Il vento come ben sappiamo varia con la quota, può cambiare la velocità, ma può cambiare anche la direzione. Essa, può essere mutata grazie alle avvezioni e quindi grazie al movimento delle masse d'aria che poi possono dare origine alle perturbazioni.

Si parla di avvezione, quando abbiamo il movimento di masse di aria calda o fredda, verso altre aree. Le differenza vettoriale dei venti in quota, si definisce "vento termico" ed è uno degli elementi più importanti per determinare la direzione e l'intensità dell'avvezione. Avvezioni, che come accennato in precedenza sono legate a fronti o a perturbazioni.

Nubi: Quando la curva di stato e quella della temperatura di rugiada, coincidono anche per un piccolo tratto, avremo umidità relativa 100% (saturazione). Questo fatto, coincide con la formazione delle nubi. Quando, le nubi non sono associate ad un sollevamento ma ad una saturazione in quota , si evince la formazione delle nubi stratiformi.

Quando le curve, si trovano ad essere molto vicine tra di loro può accadere che le nubi si formino solamente dopo il passaggio degli aerei. In questo caso, le nubi sono "artificiali" e prendono il nome di "scie di condensazione".

Condensazione

Emanuele Valeri

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