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Didattica circolazione atmosferica

La corrente a getto ( JET STREAM ) 1 parte

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Studio della corrente a getto

GETTO1Quante volte all'interno di editoriali meteorologici avete sentito parlare di Jet Stream o di corrente a getto? Cerchiamo in questo editoriale di approfondire l'argomento introducendo proprio questo concetto , quindi le generalità e poi le caratteristiche.

 La corrente a getto è una corrente stretta, forte concentrata su un asse orizzontale , situata nella parte superiore della Troposfera e nella Stratosfera. Essa è caratterizzata da un forte gradiente verticale e laterale dell'intensità del vento che presenta uno o più massimi di velocità. La lunghezza della corrente a getto copre migliaia di Km, mentre la sua larghezza ne copre centinaia. L'altezza copre invece qualche Km. La velocità del vento deve essere necessariamente maggiore di 60 nodi, lo shear verticale di 5/10 m/s per Km, quello orizzontale di 5 m/s per 100 Km, le nubi caratteristiche sono i cirri e la quota alla quale si trova il suo asse è all'incirca attorno ai 250 hpa. 

Uno dei primi studiosi, se non il primo ad individuare la presenza di forti venti in quota Show, che nel 1904 che utilizzando dati al suolo e rilevamenti di venti fino alla quota di 4000 metri di altezza, scoprì che il vento aumentava di intensità passando da 3000 a 4000 metri e assumendo un'intensità di 50 Kts.

Nel 1911 Dines avanzò l'ipotesi che tra un ciclone e l'anticiclone che lo precede, dovessero essere presenti dei venti di notevole intensità a causa della baroclinicità che l'atmosfera presenta.

Quando attraverso dei sondaggi, si scoprì la presenza della Tropopausa, fu lo stesso Dines a dimostrare che in generale l'intensità della circolazione orizzontale dei cicloni e degli anticicloni mobili cresce verso l'alto fino alla Tropopausa e decresce al di sopra. in particolare, sia la Gran Bretagna che la Norvegia, istituirono una serie di stazioni che registrarono la presenza di forti venti in quota, ma allora a tutto questo non gli venne attribuito nessun significato fisico e dinamico. 

La teoria della corrente a getto, venne approfondita nel corso della seconda guerra mondiale, a causa delle esigenze di volo.

Ad occuparsi prevalentemente di questo studio, furono Pettersen e Palmer, insieme ad altri della scuola di Chicago, nel periodo compreso tra il 1947 e il 1960.

GETTO1

Il primo esempio che mi viene in mente è quello di poter raffigurare la corrente a getto, come un fiume d'aria  che scorre in modo molto veloce e in prevalenza da Ovest verso Est (alta troposfera). Come abbiamo visto in precedenza, essa può raggiungere uno sviluppo di 4000-5000 Km con una larghezza compresa di un centinaio di Km. 

Possiede un carattere di tipo circumpolare, quindi presenterà delle aree a velocità maggiore ed altre a velocità inferiori. I massimi di velocità che vengono raggiunti in estate dal getto, sono inferiori a quelli che assume nel corso dei mesi invernali. In estate si trova a latitudini più alte di quelle invernali.

La presenza della corrente a getto è evidenziata da una "brusca" variazione d'altezza della Tropopausa dovuta ad una superficie frontale, detta fronte del getto che si estende dal suolo alla Tropopausa. Andando ad esaminare le cose nel particolare essa al centro presenta un massimo di velocità detto "core" del getto, localizzato nell'aria calda  e ad una certa quota che risulta mediamente un Km al di sotto della Tropopausa dell'aria calda stessa.

Le linee isotachie evidenziano una diminuzione della velocità attorno all'asse, più elevata dal centro e verso sinistra che non verso destra, e anche lo shear verticale del vento posto sopra e sotto l'asse del getto che risulta più forte nella parte fredda. 

GETTO2

Il gradiente termico verticale, nell'aria calda risulta piccolo e per una scarsa inclinazione delle isoterme e tendente al nullo al livello della Tropopausa. Nell'aria fredda risulta maggiore e poi l'altezza dell'isoterma passando dall'aria fredda all'aria calda cambia altezza.

Emanuele Valeri 

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